http://www.affaritaliani.it

Lunedì, 16 ottobre 2017

 

Elezioni in Austria, vincono i popolari. Avanzata degli euroscettici

 

La svolta a destra dei popolari regala la vittoria a Kurz. Paura in Ue e a Roma per l'asse Kurz-Strache

 

Dopo la batosta che vide lo scorso maggio la leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen, perdere malamente il ballottaggio con l'attuale inquilino dell'Eliseo, Emmanuel Macron, in Europa si era tirato un sospiro di sollievo - prematuro - per il rischio dell'affermazioni di formazioni pouliste-xenofobe in Europa. Il 24 settembre suono' il primo allarme quando in Germania l'Alternative fuer Deustchland (Afd) trionfo' e dal nulla divenne il terzo partito con 94 deputati su 709 al Bundestag. Oggi l'Austria conferma la tendenza della virata a destra dell'Europa. Hanno si' vinto i popolari dell'Oevp del ministro degli Esteri uscente - designato cancelliere - Sebastian Kurz con il 31,6% pari a 62 deputati (ben 15 in piu' di 4 anni fa) sul totale di 183. Ma anche se e' stato scongiurato - come nel 1999 con Joerg Haider - che l'Fpoe, i nazionalisti xenofobi diventasse il secondo partito, sono comunque la terza formazione con il 26% (staccati al momento di uno striminzito 0,9%) dai social democratici (Psoe), del 'premier' uscente Christian Kern. Il tutto in attesa che giovedi' siano contati i voti postali. Ma il conferimento dell'incarico di formare un governo a Kurz, che ha spostato molto a destra le posizioni dei popolari - sfruttando abilmente la cosiddetta "minaccia" dell'invasioni degli immigrati, memore di cio' che e' accaduto in Germnia nel 2015 (1 milioni di migranti entrati) il cui conto l'ha pagato 20 gionri fa la Cdu di Angela Merkel - e' data per scontata la riedizione come nel 1991 di una coalizione nero-blu. Kurz infatti non ha alcuna intenzione di riesumare l'esperienza degli ultimi 10 anni di Grosse Koalition austriaca tra popolari e socialdemocratici. E' stato lui a voler elezioni anticipate per defenestrare il cancelliere uscente dell'Spd, Kern. Voto che peraltro ha visto il suicidio dei Verdi - i quali dopo aver espresso lo scorso 4 dicembre il presidente Alexander Vand Der Bellen - per uno scisma non hanno raggiunto la soglia del 4% e restano fuori dal Parlamento, mentre entrano gli scissionisti di Sebastian Pilz con 8 seggi. I liberali, tradizionali, di Neosm guadagnano un seggio a quota 10. "Questo risultato e' un chiaro mandato a cambiare l'Austria" ha commentato Kurz dopo la chiusura dei seggi dicendosi "molto felice aggiungendo - formalmente - "quando riceveremo l'incarico di formare un governo parleremo con tutti" Parole non troppo apprezzate dal Strache che, benche' sia pronto ad allearsi con Kurz, ha accusato il cancelliere 'in pectore "di aver rubato" il programma dell'Fpoe, a favore del quale, ha aggiunto", ha votato un 60% per centro degli elettori.

 

Con il 31,4% dei voti e i suoi 31 anni, a scrutini quasi finiti, l'ex ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz si appresta a diventare il primo millennial a capo di un Paese europeo. Tuttavia, il suo partito non raggiunge una maggioranza tale da poter governare da solo. L'estrema destra del Fpoe di Heinz Christian Strache si attesta al secondo posto con il 27,4%, i socialdemocratici finora al governo con il partito popolare di Kunz si fermano al 26,7%.

 

La svolta a destra dell'Austria

E pensare che poteva andare peggio, molto peggio. Già, perché Heinz Christian Strache, il leader dell'ultradestra, avrebbe potuto prendere la maggioranza relativa dei voti se il partito popolare non avesse bruscamente sterzato a destra in campagna elettorale. Fiutato il pericolo di una deriva populista del Paese, il leader popolare Kurz si é appropriato dei cavalli di battaglia del Fpoe, come immigrazione ed Islam, e ne ha fatto i suoi di cavalli di battaglia, dando però risposte più moderate rispetto all'ultradestra.

 

Islam e immigrazione al centro

E così in riferimento ai molti musulmani che vivono nel Paese Kurz ha dichiarato più volte che non avrebbe permesso una islamizzazione della società austriaca, che le moschee più radicali sarebbero dovute essere chiuse e che la sharia doveva essere bandita del paese. E sui migranti il gesto piú eclatante, e che ha fatto discutere di più oltreconfine, nel Tirolo, é stato l'annuncio di invio di blindati al confine per impedire una presunta e assolutamente ipotetica ondata di migranti. Una svolta a destra per intercettare l'opinione pubblica spaventata. Una svolta che nelle urne ha pagato.

 

Il nodo delle alleanze: Fpoe ago della bilancia

E ora tutti si chiedono che cosa accadrà in Parlamento. Quale sará la maggioranza che sorreggerà il prossimo governo, guidato con ogni probabilità Sebastian Kurz? Le ipotesi, neppure a dirlo, sono due. Da un lato l'alleanza Oevp-Spoe, dall'altra Oevp-Fpoe. Nel primo caso si replicherebbe il ticket che ha retto fino alla scorsa primavera. Un asse popolari-socialdemocratici che si é andato affermando in tutta europa negli ultimi anni, ma che ora sembra essere in crisi. Giá, perché i socialisti ancora si leccano le ferite e non hanno alcune intenzione di andare a togliere le castagne dal fuoco ai popolari. Un po' come il niet che Martin Schulz ha dato alla Merkel dopo il voto in Germania. Meglio quattro anni di purgatorio all'opposizione, é il ragionamento di molti, in modo da riguadagnare consenso piuttosto che un lento declino.

 

L'asse popolari-euroscettici spaventa l'Europa

L'alternativa peró é per molti inaccettabile, un asse tra i popolari e il Partito della Libertá. In questo caso l'agenda del futuro governo sarebbe pesantemente influenzata con uno spostamento a destra sui temi della nazione, della religione e del rapporto con l'Europa. Strache pretenderebbe un posto di primo piano nel nascente governo e potrebbe chiedere che i rapporti con l'Unione europea vengano messi in forse. Certo un referendum sull'Europa non sarebbe possibile, ma Vienna diventerebbe di colpo un acerrimo nemico di Bruxelles. E la riforma dell'Unione che Parigi e Berlino tanto stanno spingendo (un po' meno a dire il vero dopo il voto tedesco) potrebbe essere in forse. Senza contare il Brennero, dove un muro (metaforico ma non troppo) potrebbe sorgere per dividere i due Tirolo e impedire l'invasione dei migranti, tanto temuta quanto inesistente.

 

 

top