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17 gennaio 2017

 

Stefano Cucchi: tre carabinieri accusati per l’omicidio

di Redazione Radio Città Aperta

 

La procura di Roma ha chiuso l'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi (22 ottobre 2009) e ha contestato l'accusa di omicidio preterintenzionale ai tre carabinieri che lo arrestarono il 15 ottobre. I tre sono ritenuti responsabili del pestaggio del giovane geometra. Per altri due carabinieri sono ipotizzati i reati di calunnia e di falso.

Qui di seguito l'intervista realizzata da Radio Città Aperta.

 

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Abbiamo al telefono l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. Buongiorno avvocato.

Buongiorno a voi.

 

Grazie della disponibilità. Le rubiamo pochi minuti, sappiamo che questa è una mattina un po’ delicata …

Sono momenti caldi …

 

È uscita la notizia dell’accusa da parte della procura di Roma per omicidio preterintenzionale ai tre carabinieri…

Omicidio preterintenzionale, calunnia aggravata e falso. Il contesto che ne emerge è un contesto inquietante. Io quello che posso dire è che sono stati sette anni durissimi per noi e il merito va tutto alla famiglia Cucchi; e io ringrazio la famiglia Cucchi per non aver mai perso la fiducia in me e nella giustizia.

 

Cosa è cambiato rispetto alle prime tranche di inchiesta, dal 2014? Qualcosa forse è cambiato anche nell’atteggiamento degli inquirenti?

Certo. Infatti il merito della procura è di aver fatto una inversione ad U, di aver percepito questo insopprimibile bisogno di giustizia che doveva essere reso a quel corpo martoriato. Il merito del procuratore Pignatone è di non essere rimasto, diciamo, “schiavo” delle determinazioni precedenti. Ha preso atto del fallimento delle inchieste precedenti, ha annunciato e mantenuto il proposito di andare a trovare, a scovare, i veri colpevoli della morte di Stefano. E in questo, devo dire, abbiamo dato tutto quello che potevamo con una collaborazione, questa volta, assolutamente – direi – fruttuosa e leale e che ci ha trovato sempre disponibili, anche noi, a 360 gradi, con assoluta onestà e al servizio, appunto, degli uffici giudiziari, al servizio della Procura. Abbiamo trovato questi testimoni che finalmente hanno parlato, abbiamo dimostrato assolutamente l’inadeguatezza della perizia sulla morte di Stefano, abbiamo dimostrato che gli accertamenti sono stati falsati dal fatto che era stata fotografa soltanto metà vertebra, perché l’altra metà dove c’era la frattura nella Tac dei periti non era stata fotografata mentre, viceversa, era ben documentata nella Tac Albarello in sala di riesumanimazione… Abbiamo fatto il nostro. La Procura ha fatto tutto il resto. Noi siamo felici. Ma il merito, guardate, il merito è della famiglia Cucchi. Perché la famiglia Cucchi non si è persa d’animo, la famiglia Cucchi ha sempre continuato a credere nella giustizia. Ha continuato a credere anche nel mio lavoro, devo dire, e io credo che questo sia un momento particolarmente importante, insomma, e anche – devo dire, emozionante.

 

Cosa succede adesso?

Adesso faremo in conti. Adesso faremo i conti. Faremo i conti in un’aula giudiziaria, ma li faremo. Statene certi, faremo i conti in un’aula giudiziaria con quello che è successo.

 

Grazie avvocato, buon lavoro e complimenti perché questa è una giornata importante per tutti quanti noi, bisogna dire la verità.

Grazie mille a voi. Grazie a voi, senza di voi non avremmo fatto nulla.

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