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22 maggio 2017

 

G7, loro sono loro e noi non siamo un cazzo

di Matteo Iannitti

 

G7. Catania e Taormina blindate. Anche il Monastero dei Benedettini invaso dai Sette. Un appello contro la repressione.

 

Il Monastero dei Benedettini di Catania, uno dei luoghi più belli e affascinanti della città, è sede del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, ogni giorno è affollato da centinaia di studentesse e studenti che seguono le lezioni, affrontano gli esami, studiano e vivono la vita universitaria.

Lo scorso 17 maggio un avviso ufficiale dell’Ateneo comunica la sospensione delle attività didattiche e la chiusura della sede nel giorno 26 maggio: “si comunica che venerdì 26 maggio 2017 non sarà possibile accedere al Monastero dei Benedettini per urgenti e improrogabili interventi di manutenzione straordinaria e pertanto tutte le attività saranno sospese per l’intera giornata”.

Gli urgenti e improrogabili interventi di manutenzione straordinaria sono in realtà la visita dei coniugi dei Capi di Stato del G7 che si tiene a Taormina. Probabilmente il Rettore dell’Università, il capo del dipartimento e il corpo docente hanno provato imbarazzo a interrompere il pubblico servizio per via di una visita dei coniugi di figure istituzionali. Meglio una bugia. Catania sarà interamente blindata. “Mogli e mariti di” si recheranno al Municipio in piazza Duomo per pranzare. Il Palazzo di Città, sede della rappresentanza democratica, verrà per l’occasione trasformato in sala banchetti per soggetti che, pur non ricoprendo alcuna carica istituzionale, si vedono trattati da “regnanti” per aver sposato una persona potente. Addio Repubblica. Anche al Comune interruzione di pubblico servizio. Poi tutti al Teatro Greco, per una passeggiata, con centinaia di poliziotti e militari.

Comunque poco rispetto a ciò che sta avvenendo a Taormina, trasformata in base militare, con migliaia di soldati, scuole e ospedali chiusi, traffico bloccato, antenne disattivate, raccolta rifiuti sospesa e persino il cimitero blindato. Si dirà che giova al turismo. Vedere Melania Trump al Teatro Greco, il marito di Angela Merkel in piazza Duomo o la moglie di Macron al Municipio per loro sarà una bella cartolina per Catania. E questo giustificherà l’annullamento di qualsiasi valore democratico e repubblicano. Sarebbe bastato, qualora avessero davvero avuto bisogno di incontrarsi i presidenti di sette paesi tra l’altro neanche i più influenti e industrializzati, chiudersi in una base militare nel deserto o su una portaerei in mezzo al mare. Avrebbero protetto al meglio i governanti.

Invece hanno deciso di calpestare le persone e i territori, trasformare città e paesi in zone di guerra e i luoghi istituzionali in saloni delle feste. Il rispetto delle leggi, della decenza, della democrazia e della Repubblica contro l’aristocrazia interessano a noi, solo a noi. Quelli sono sette marchesi del Grillo, loro sono loro e noi non siamo un cazzo. Sindaco e Rettore non dovrebbero umiliare così tanto la città di Catania e l’Istituzione universitaria. Sarebbe il caso che rivedessero subito le loro scelte.

 

Il G7 è vicino. La repressione si inasprisce.

Compagni e attivisti vengono pesantemente colpiti con denunce, multe e intimidazioni. I provvedimenti restrittivi, penali e pecuniari aumentano notevolmente, e la repressione del dissenso assume delle forme sempre più preoccupanti.

Alla Questura di Catania c’è chi interpreta alla lettera la svolta securitaria del governo a guida PD e dal ministro Minniti. In questo contesto nazionale, le forze del (dis)ordine preventivo lanciano scomuniche e anatemi contro chi si oppone allo sfruttamento, al razzismo e alla guerra. L’obiettivo è intimorire, isolare e stigmatizzare l’opposizione politica, fatta sia dai compagni che da anni sono attivi in cittá che dalle realtá emergenti.

L’obiettivo è creare il clima per trasformare in problemi di ordine pubblico le manifestazioni contro l’imminente vertice internazionale di Taormina e, in generale, trasformare in problemi di sicurezza le problematiche sociali ed economiche che questo sistema produce quotidianamente. Tutto ció ha un sapore, non troppo vago, di ordine fascista.

Ma ancora di più l’intenzione è quella di sbattere il “mostro” in prima pagina, ossia “gli antagonisti”, i dissidenti, quelli cioè che “fanno paura” e agiscono come “folli criminali”. Giornalisti compiacenti copiano e incollano le veline della questura. Anche questa strategia retorico-comunicativa puzza di fascismo.

Di fronte a tutto ciò noi non chiniamo la testa, ma opponiamo l’orgoglio e la ragione di chi dice NO ai potenti della terra, ai signori della guerra e ai loro solerti servitori. Per questa ragione noi saremo a Giardini a manifestare contro il G7; per questa ragione non smetteremo di denunciare Frontex e le sue politiche assassine nei confronti dei migranti; per questa ragione continueremo ad impegnarci per la costruzione di un mondo diverso.

Per questa ragione ancora, a tutte le forze politiche, organizzazioni e singoli cittadini che non accettano questa risposta repressiva ai problemi sociali e politici della città e del paese chiediamo di schierarsi apertamente e di esprimere solidarietà a tutti i compagni colpiti.

 

Primi firmatari in ordine di adesione

Csp “Graziella Giuffrida-Comunità resistente “La Piazzetta”-Collettivo politico Experia-Rete dei comunisti Catania-Collettivo Punteruolo Teatro dell’oppresso-Liberi pensieri studenteschi-Rete catanese contro il g7-Cobas scuola CT-Unione Sindacale di base-Catania Bene Comune-PCI sez Olga Benario-Comitato NoMuos No sigonella Catania-Comitato No Muos Ragusa-Comitato No Muos Piazza Armerina-Comitato mamme No Muos Caltagirone-Coordinamento dei comitati No Muos-Arci catania-Città felice Catania-PC sez. G. Rosano Adrano CT-Casa del Popolo G Rosano P Maccarrone Adrano-Libert’aria Palermo-Comitato Nomuos Alcamo-Comitato di base Nomuos Palermo-Sakalash Palermo-Circolo Arci Faber Catania-Circolo Arci Melquiades Ct-Partito della Rifondazione Comunista Sicilia-Sinistra Anticapitalista Vittorio Turco dirigente CGIL Catania-Paolo Modica Fiom Catania-Ciro D’Alessio Funzionario Fiom Reggio Emilia-Giorgio Cremaschi Eurostop-Daniele Zito scrittore-Goffredo D’Antona avvocato-Anna di Salvo attivista-Luca Cangemi Responsabile nazionale scuola PCI-Dario Pruiti presidente Arci Catania-Alfonso di Stefano Comitato NoMuos No Sigonella-Teresa Modafferi portavoce Cobas Scuola CT-Nino De cristofaro cobas scuola-Pierpaolo Montalto avvocato-Giusi Milazzo-Maurizio Acerbo Segr Naz Rifondazione Comunista_SE-Italo di Sabato Responsabile nazionale Osservatorio repressione-Anna Bellia-Gianni Piazza professore università di Catania-Giovanni russo spena resp giustizia PRC-SE-Alessandro dal Lago sociologo-Marilina Mantineo ricercatrice Università di Genova-Pietro Saitta sociologo università di Messina-Eleonora Forenza- parlamentare europea PRC-SE-Mimmo Cosentino segretario regionale PRC Sicilia- Checchino Antonini, direttore di l’Anticapitalista

 

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