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domenica 9 aprile 2017 

 

Attacco a due chiese copte in Egitto, decine di morti. Il Papa: Dio converta i cuori

 

Nella Domenica delle Palme un'esplosione ha causato 27 morti a Tanta; un kamikaze si è fatto esplodere nella chiesa di San Marco ad Alessandria: 18 le vittime. La rivendicazione del Daesh.

 

Due attentati kamikaze contro altrettante chiese copte in Egitto con un drammatico bilancio di almeno 45 morti e decine di feriti nella domenica delle Palme. Gli attacchi sono stati sferrati a una chiesa nella città di Tanta, nel Delta del Nilo, dove si contano 27 vittime, e alla chiesa di San Marco ad Alessandria, la seconda città più popolosa del Paese, con 18 morti. In quest'ultima chiesa stava celebrando il patriarca copto Teodoro II. I poliziotti hanno bloccato il terrorista suicida nei pressi dell'edificio religioso, e l'attentatore si è fatto esplodere.

A Tanta colpita la chiesa di San Giorgio, gremita di fedeli per il rito che apre la Settimana Santa. Secondo le prime ricostruzioni l'esplosione è avvenuta nelle prime file dei banchi, mentre il coro cantava. Il Daesh ha rivendicato le due stragi con una dichiarazione postata sui social media dall'agenzia legata allo stato islamico Amaq: "Gruppi dell'Isis hanno condotto gli attacchi contro due chiese a Tanta e ad Alessandria".

 

Il primo ministro egiziano, Sherif Ismael, ha condannato l'attentato e ha detto che "si tratta di un atto terroristico empio: sradicheremo il terrorismo dall'Egitto e siamo determinati a eliminare i gruppi terroristici". Gli attacchi dei jihadisti arrivano a 20 giorni dalla visita in Egitto del Papa, prevista per il 28 e 29 aprile in quello che sarà il suo primo viaggio in Medio Oriente. 

E lo stesso papa Francesco, questa mattina in piazza San Pietro a conclusione del rito della Domenica delle Palme, ha chiesto ai fedeli una preghiera "per le vittime dell'attentato compiuto purtroppo oggi, questa mattina, al Cairo in una chiesa copta. Al mio caro fratello, papa Teodoro II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e i feriti e sono vicino ai famigliari e all'intera comunità", ha detto il Papa. "Possa il Signore convertire i cuori di chi semina terrore, violenza e morte".

 

La comunità copta in Egitto conta circa il 10% della popolazione e l'attentato di oggi arriva a pochi mesi di distanza da quello del dicembre scorso, quando 25 persone furono uccise e 49 ferite nell'attentato della Cattedrale di San Marco, la più grande chiesa copta della capitale egiziana che si trova nel distretto Al Abbasiya del Cairo.

Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti. L'epicentro delle violenze è l'Egitto rurale e in particolare la regione di Minya, il turbolento governatorato con il mix esplosivo di un 35% di popolazione cristiana e un forte radicamento jihadista.

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Ultimo aggiornamento: 10-04-2017 08:43 

 

Egitto, esplosioni in due chiese nella domenica delle Palme: decine di morti e feriti, l'Isis rivendica

di Simona Verrazzo

 

Decine di morti, centinaia di feriti, dieci milioni di fedeli colpiti in una delle giornate più sante dell'anno. Ieri, in Egitto, due esplosioni ad altrettante chiese copte hanno provocato almeno 47 morti, anche se il bilancio è destinato a salire vista la gravità di molti feriti. Gli attacchi, immediatamente rivendicati dall'auto-proclamato Stato islamico, sono arrivati nella giornata della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa della Pasqua, celebrata lo stesso giorno da tutti i cristiani del mondo. Il primo e più grave attentato è stato nella città di Tanta, 100 km a nord del Cairo, nella regione del delta del Nilo, intorno alle 9.30 del mattino.

 

ESPLOSIONE VICINO ALL'ALTARE
L'esplosione è avvenuta all'interno della chiesa Mar Girgis (San Giorgio), nei primi banchi, non lontano dall'altare, mentre il coro stava cantando, così come ripreso anche dalle telecamere che stavano trasmettendo in diretta tv la messa, con la chiesa gremita di fedeli. Inizialmente si era pensato a una bomba, ma successivamente ha preso corpo la pista del kamikaze. Secondo quanto riferito dal quotidiano egiziano Ahram, il bilancio delle vittime, nella serata di ieri, era di 29 morti e una settantina di feriti. L'allerta attentati è rimasta altissima per tutta la giornata, con la scoperta di due altri ordigni pronti a esplodere, rinvenuti nei pressi della moschea Sidi Abdel Rahim, sempre a Tanta, la seconda più importante della città, dove è ospitata anche una scuola sufi.

E nel pomeriggio è arrivata la notizia che il ministro dell'Interno, Magdi Abdelgafar, ha rimosso i vertici della sicurezza di Tanta e del suo governatorato, quello di Gharbiyya.

Passano poche ore e un nuovo attentato colpisce un'altra chiesa, questa volta ad Alessandria, seconda città del paese, la più importante per la comunità copta. In questo caso vi è stata da subito la certezza del kamikaze, che si è fatto esplodere fuori dalla cattedrale di San Marco, dopo che era stato riconosciuto dagli uomini della sicurezza messi in allerta. Le telecamere di sorveglianza poste fuori dalla chiesa mostrano il momento i cui l'uomo detona la bomba che ha con sé. Il bilancio è comunque è di 18 morti, almeno tre dei quali poliziotti. Nella cattedrale, poco prima, era presente il papa copto Tawadros II (Teodoro II). Per i media egiziani, che riferiscono di fonti della sicurezza, l'obiettivo di questo secondo attacco sarebbe stato proprio il papa copto, che lì ha la sua residenza ed è subito intervenuto. «Questi atti ha detto Tawadros II non danneggeranno l'unità di questo popolo e la sua coesione. Gli egiziani sono uniti di fronte a questo terrorismo fino a quando sarà sradicato». Immediata la condanna e la reazione del presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, che ha proclamato tre mesi di Stato d'emergenza nel paese, ordinando all'esercito di disporsi in tutto l'Egitto a protezione delle «infrastrutture importanti e vitali». «L'oltraggioso atto terrorista ha dichiarato al Sisi ha come obiettivo tanto i copti quanto i musulmani».

Per il presidente l'unità nazionale, di tutte le componenti della società, è essenziale per fermare la rabbia della popolazione, anche come accaduto con i membri della comunità copta di Tanta, scesa in strada, immediatamente dopo l'attacco, per protestare e chiedere maggiore protezione da parte del governo.

LE RIVENDICAZIONI
Dal 2013 si sono registrati molti attacchi a cristiani e chiese. Tra i più gravi quello dello scorso 11 dicembre, nella piccola chiesa di San Pietro e Paolo che si trova nello stesso complesso della cattedrale di San Marco ad Alessandria, dove un'esplosione ha provocato la morte di 25 fedeli. Il duplice attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico, presente in Egitto nella penisola del Sinai. Tramite l'agenzia di propaganda Amaq, l'Isis ha riferito che un suo gruppo ha compiuto le due azioni. Condanna e cordoglio sono arrivati da tutto il mondo. Su tutte le dichiarazioni spiccano le parole di papa Francesco, che il 28 e il 29 aprile sarà proprio in Egitto e ha espresso la sua vicinanza a Tawadros II, chiamandolo mio fratello. Via Twitter il presidente americano, Donald Trump, si è detto rattristato e confida che al Sisi gestirà la situazione in modo appropriato''

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