ANSA

09 dicembre 2017

 

Palestinesi in rivolta: 4 morti e 750 feriti

 

Si appesantisce il bilancio delle vittime durante le proteste contro la politica del presidente americano per la nuova capitale di Israele

 

Il presidente americano Donald Trump ha lanciato un appello alla calma e alla moderazione dopo la giornata di violenze in Medio Oriente, in seguito alla sua decisione di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. "Il presidente - ha detto una portavoce della Casa Bianca - spera che le voci della speranza prevalgano su coloro che diffondono l'odio".

La tensione è esplosa nei Territori palestinesi dopo l'annuncio di Trump su Gerusalemme: quattro vittime a Gaza, oltre 750 feriti in Cisgiordania, secondo i dati della Mezzaluna rossa.

E mentre il capo di Hamas Ismail Haniyeh ha promesso che "la Santa Intifada" non si fermerà con le manifestazioni, dalla Striscia, continuano ad essere sparati razzi verso il sud d'Israele, con l'Iron Dome - il sistema antimissili - che ne ha intercettato uno. Lo Stato ebraico ha reagito con colpi di cannone e raid aerei su basi di Hamas, tra cui un campo di addestramento e un deposito di munizioni causando, secondo fonti locali, almeno 10 feriti.

Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) non incontrerà il vicepresidente Usa Mike Pence nel corso del viaggio di quest'ultimo in Medio Oriente. Lo ha confermato il consigliere diplomatico di Abu Mazen, Majdi Khaldi, affermando che "gli Usa hanno superato le linee rosse" su Gerusalemme.

Tra i feriti, oltre 160 sono stati intossicati da gas lacrimogeni, altri contusi da proiettili rivestiti di gomma, altri colpiti da colpi di arma da fuoco.

Contro la decisione del presidente Usa anche gli ambasciatori Onu di cinque Paesi europei (Italia, con l'ambasciatore Sebastiano Cardi, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svezia ) che hanno letto una dichiarazione comune al Palazzo di Vetro dicendosi in "disaccordo" con la decisione di Donald Trump

 

"Ho mantenuto la mia promessa elettorale - gli altri non lo hanno fatto". Così Donald Trump su Twitter in riferimento all'annuncio di voler trasferire l'ambasciata Usa a Gerusalemme e aver dichiarato la città capitale di Israele. Il tweet è accompagnato da un video in cui compaiono gli ex presidenti Usa, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama, e infine Trump, dove tutti affermano che Gerusalemme è la capitale di Israele, e l'attuale presidente lo ha poi dichiarato ufficialmente.

 

E' il più duro affondo di Barack Obama contro Donald Trump dopo il cambio della guardia alla Casa Bianca. L'ex presidente americano - pur senza mai citarlo - ha di fatto paragonato il tycoon ad Adolph Hitler, agitando lo spettro della Germania nazista. I fatti si riferiscono a martedì scorso, quando Obama è intervenuto ad un evento a porte chiuse dell'Economic Club di Chicago. L'ex commander in chief ha lanciato un appello agli americani a restare vigili e a difendere la democrazia, messa in pericolo dall'affermarsi di una mentalità bigotta e nazionalista. 

 

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