notiziegeopolitiche.net - 4 aprile 2017 - Le autorità e l’intelligence del Kirghizistan stanno collaborando con gli inquirenti russi nelle indagine sul sospetto attentatore della strage di ieri alla metro di San Pietroburgo in cui sono morte 14 persone, dopo che il kamikaze che ha colpito è risultato essere un loro connazionale. E’ stato infatti riportato che “Il kamikaze nella metro di San Pietroburgo, nel nordovest della Russia, era il cittadino kirghiso Akbarjon Djalilov (…), nato nel 1995”. Stando a quanto trapelato finora, il sospetto terrorista aveva da tempo acquisito la cittadinanza russa, viveva a San Pietroburgo da sei anni, aveva cambiato diversi passaporti e ne aveva uno valido per l’espatrio. Per quanto la cosa sia ritenuta come la più probabile, non è tuttavia certo che l’attentatore sia morto nell’esplosione, anche perché gli ordigni piazzati erano due. La seconda bomba non è esplosa ed è stata disinnescata dagli artificieri. Al momento non vi sono rivendicazioni della strage, anche se più che la pista cecena o quella del jihadismo caucasico, la più probabile sembra quella dell’atto dimostrativo contro le operazioni russe anti-Isis in Siria.

 

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