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22 gennaio 2017

 

Le migliori forze armate del pianeta

The Saker

Tradotto da Mario

 

Nel mio recente articolo “Rischi ed opportunità per il 2017” ho fatto un’affermazione che ha scioccato molti lettori. Avevo scritto:

 

La Russia è ora la nazione più forte del pianeta…le forze armate russe sono probabilmente le più potenti ed efficaci del pianeta (anche se non le più grandi)…la Russia è la più potente nazione sulla Terra per due motivi: perché la Russia si oppone e denuncia apertamente il sistema politico, economico ed ideologico mondiale che gli Stati Uniti hanno continuato ad imporre al nostro pianeta sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e poi perché Putin ha il ferreo sostegno dell’80% e più della popolazione russa. La più grande forza della Russia per il 2017 è morale e politica, è la forza di una civiltà che rifiuta di piegarsi alle regole che l’Occidente è riuscito ad imporre al resto dell’umanità. Ed ora che la Russia ha “reagito” con successo, altri inevitabilmente seguiranno (ancora una volta, sopratutto in Asia).

 

Anche se alcuni non hanno dato importanza a questo, considerandolo alla stregua di una ridicola esagerazione, altri mi hanno chiesto di spiegare come mai sono arrivato ad una conclusione del genere. Devo ammettere che questo paragrafo, in qualche modo, è ambiguo: prima faccio una affermazione precisa sulle capacità dell’esercito russo e poi, le “prove” che presento sono morali e politiche! Non c’è da meravigliarsi che qualcuno abbia espresso delle riserve in merito.

Infatti, quanto sopra è un buon esempio di una delle mie peggiori debolezze: ho la tendenza a dare per scontato che scrivo per persone che partiranno dagli stessi presupposti da cui parto io, che guarderanno ai problemi esattamente come farei io e che capiscono le implicazioni. Colpa mia. Perciò oggi cercherò di illustrare quello che intendo e di chiarire il mio punto di vista su questa questione, Per far ciò, c’è comunque un certo numero di presupposti su cui penso bisognerà far luce in modo specifico.

In primo luogo, come si misura la qualità di un esercito e come si possono confrontare le forze armate di diverse nazioni?

La prima cosa che bisogna subito mettere da parte è l’abitudine, assolutamente inutile, nota come “la conta dei fagioli”: il conteggio di quanti carri armati, blindati per trasporto truppe, veicoli di supporto fanteria, pezzi di artiglieria, aerei, elicotteri e navi dispone il paese A e di quanti la nazione B, ed arrivare poi ad una qualche conclusione su quale dei due è il “più forte”. Tutto ciò è assolutamente senza senso. Poi, ci sono altri due miti da sfatare: la tecnologia vince le guerre e i grossi investimenti vincono le guerre. Dal momento che ho già discusso, abbastanza dettagliatamente, di questi due miti altrove (qui) [in italiano], non starò nuovamente a ripetere tutto in questa sede.

Inoltre, sostengo che lo scopo di una forza militare è quello di conseguire uno specifico obbiettivo politico. Nessuno va in guerra solo per il gusto della guerra e quello della “vittoria” è un concetto non militare, ma politico. Per cui, certo, la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. Per esempio la riuscita deterrenza di un potenziale aggressore può essere considerata una “vittoria” o, almeno, una performance di successo delle vostre forze armate, se il loro obbiettivo era la deterrenza. La definizione di “vittoria” può comprendere, naturalmente, la distruzione dell’esercito avversario, ma può anche non essere così. L’esercito inglese ha vinto la guerra nelle Malvinas/Falkland anche se le forze argentine erano ben lontane dall’essere state distrutte. Alle volte, lo scopo di una guerra è il genocidio, nel qual caso la sola sconfitta dell’avversario militare non è sufficiente. Prendiamo un esempio recente: secondo una dichiarazione ufficiale di Vladimir Putin, [in italiano] gli obbiettivi ufficiali dell’intervento militare russo in Siria erano 1) stabilizzare il governo legittimo e 2) creare le condizioni per un compromesso politico. Non si può negare che le forze armate russe abbiano raggiunto in pieno questi due obbiettivi, ma lo hanno fatto senza la necessità di quel tipo di “vittoria” che implica la distruzione totale delle forze nemiche. Infatti la Russia avrebbe potuto usare le armi atomiche e spazzare il via il Daesh con bombardamenti a tappeto, ma questo avrebbe causato alla Russia una catastrofe politica. Sarebbe stata una “vittoria militare”? Ditemelo voi.

Perciò, se lo scopo delle forze armate di una nazione è quello di raggiungere obbiettivi ben definiti e di natura politica, questo implica direttamente che l’affermazione secondo cui l’esercito di quella nazione può fare di tutto, sempre e dovunque, è un controsenso. Non si può raggiungere un obbiettivo militare al di fuori di un insieme di circostanze molto specifiche:

1) Dove: Spazio/luogo

2) Quando: Tempo/durata

3) Che cosa: Obbiettivi politici

Quello che comunque vediamo, sopratutto negli Stati Uniti, è un approccio completamente diverso. Funziona più o meno così: noi abbiamo le forze armate meglio addestrate, meglio equipaggiate e meglio armate di tutto il pianeta, nessuna nazione può competere con i nostri bombardieri invisibili di ultima generazione, con i nostri sommergibili nucleari, i nostri piloti sono i meglio preparati del pianeta, abbiamo capacità avanzate di Network-Centric Warfare [NCW – Operazione belliche in cui i dati vengono scambiati e condivisi tramite Internet], di attacco globale, disponiamo di intelligence e ricognizione dallo spazio, abbiamo portaerei, la nostra Delta Force può sconfiggere qualunque minaccia terroristica, investiamo più soldi di ogni altra nazione nell’addestramento delle nostre forze speciali, abbiamo più navi di ogni altra nazione, ecc., ecc. Questo non significa assolutamente nulla. La realtà è che l’esercito degli Stati Uniti, nel teatro Europeo della Seconda Guerra Mondiale, ha avuto un ruolo secondario, dopodiché l’unica “specie di vittoria” che ha conseguito è decisamente imbarazzante: Grenada (a mala pena), Panama (praticamente senza incontrare opposizione). Sarei d’accordo sul fatto che l’esercito americano ha avuto successo nella deterrenza di un attacco sovietico, ma vorrei subito sottolineare che anche i Sovietici sono riusciti ad impedire un attacco statunitense. Si può chiamare vittoria? In verità, anche la Cina non ha subito attacchi dai Sovietici o dagli Americani, significa forse che i Cinesi hanno scoraggiato con successo i Sovietici o gli Americani? Se rispondete di si dovete anche però ammettere che lo hanno fatto ad una frazione del costo pagato dagli Stati Uniti, per cui, quale esercito si è dimostrato più efficace, quello americano o quello cinese? Guardate poi tutti gli altri interventi dell’esercito statunitense, qui ce n’è una lista sufficiente, che cosa hanno conseguito in realtà quelle operazioni militari? Se dovessi scegliere la “meno peggio” sceglierei Desert Storm, che era servita a liberare il Kuwait dall’Iraq, ma a che costi e con quali conseguenze?!

Nella stragrande maggioranza dei casi, quando si valuta la qualità delle forze armate russe, lo si fa sempre in confronto a quelle americane. Ma ha senso paragonare le forze armate russe ad un esercito che ha quasi sempre dimostrato di non essere in grado di raggiungere gli obbiettivi politici che gli erano stati assegnati? Certo, le forze armate degli Stati Uniti sono enormi, ipertrofiche, sono le più costose del pianeta, le più tecnologicamente dotate e le loro attuali prestazioni, decisamente mediocri, sono sistematicamente mascherate dalla più potente macchina propagandistica che esista al mondo. Ma c’è qualcosa in tutto questo che le rende efficaci? Secondo me, ben lungi dall’essere efficienti, sono estremamente dispendiose e sorprendentemente inefficaci, almeno dal punto di vista militare.

 

Ancora dubbiosi?

Va bene, prendiamo il “meglio del meglio”, le forze speciali americane. Per favore, citatemi tre operazioni di successo portate a termine dalle forze speciali americane. No, le piccole scaramucce contro insorti del terzo mondo, scarsamente addestrati ed equipaggiati, uccisi in un attacco di sorpresa non contano. Quale sarebbe l’equivalente americano, diciamo, dell’Operazione Storm-333 o della liberazione dell’intera Penisola di Crimea, senza neanche un morto? Infatti c’è un motivo se la maggior parte dei blockbusters di Hollywood sulle forze speciali degli Stati Uniti si ispirano a cocenti sconfitte, come Black Hawk Down o 13 Hours.

Per quanto riguarda poi l’alta tecnologia americana, non penso di dovermi dilungare troppo sugli incubi dell’F-35 o del cacciatorpediere tipo-Zumwalt, o spiegare com’è stato possibile per le difese anti-aeree serbe abbattere un super segreto e presumibilmente “invisibile” F-117A, nel 1999, usando un vecchio missile S-125 dell’era sovietica, dispiegato per la prima volta nel 1961!

Non provo nessuna Schadenfreude [piacere per il dolore degli altri] nel ricordare a tutti questi fatti. Il mio scopo è quello di rompere il riflesso mentale che condiziona molte persone a considerare l’esercito americano come una sorta di metro di misura con cui valutare le prestazioni di tutti gli altri eserciti. Questo riflesso è dovuto alla propaganda e all’ignoranza, non a motivazioni logiche. Lo stesso vale, tra l’altro, per altri eserciti super-pubblicizzati, l’IDF israeliano p.e., i cui mezzi corazzati, piloti e soldati di fanteria vengono sempre presentati come sorprendentemente addestrati e competenti. La realtà, naturalmente, è che nel 2006, l’IDF non è neanche riuscito ad occupare la cittadina di Bint Jbeil, ad appena 2 miglia oltre il confine israeliano. Per ben 28 giorni l’IDF aveva cercato di assumere il controllo di Bint Jbeil, combattendo contro formazioni di Hezbollah di second’ordine (Hezbollah teneva le sue truppe d’élite a nord del fiume Litani, a protezione di Beirut) e aveva completamente fallito, nonostante un’enorme superiorità numerica e tecnologica.

Ho avuto modo di parlare personalmente con ufficiali americani che si erano addestrati con l’IDF e posso dirvi che non ne erano rimasti affatto impressionati. Proprio come i guerriglieri afgani sono assolutamente unanimi nel dire che il soldato sovietico vale molto di più del soldato americano.

 

Parlando di Afghanistan.

Vi ricordate che la 40° Armata sovietica, a cui era stato affidato il compito di affrontare i “combattenti per la libertà” afgani era per la maggior parte sotto-equipaggiata, male addestrata e fortemente carente in termini di logistica? Leggete per favore questo stupefacente resoconto sulle condizioni sanitarie della 40° Armata e confrontatele con i 20 miliardi di dollari che gli Stati Uniti spendono all’anno solo per l’aria condizionata in Afganistan e in Iraq! E poi valutate l’occupazione americana e quella sovietica in termini di rendimento: non solo i Sovietici controllavano l’intera nazione di giorno (di notte, gli Afgani controllavano la maggior parte delle zone rurali e le strade), controllavano anche tutte le città più importanti, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Per contro, gli Americani a malapena controllano Kabul e intere province sono nelle mani degli insorti. I Sovietici avevano costruito ospedali, dighe, aeroporti, strade, ponti, ecc. mentre gli Americani non hanno costruito proprio nulla. E, come ho già detto, in ogni intervista che ho avuto modo di vedere, gli Afgani sono unanimi: i Sovietici erano avversari molto più tosti degli Americani.

Potrei continuare per pagine e pagine, ma, fermiamoci qui e accettiamo semplicemente il fatto che l’immagine pubblica dell’esercito americano (e israeliano) non ha niente a che vedere con le sue attuali capacità e prestazioni. Ci sono cose che le forze armate americane fanno molto bene (dispiegamento a grande distanza, attività con mezzi subacquei in acque temperate, operazioni aeronavali, ecc), ma la loro efficacia e la loro efficienza sono generalmente abbastanza scarse.

 

Allora, che cos’è che rende così efficaci le forze armate russe?

Prima cosa, la loro missione, difendere la Russia è commisurata alle risorse della Federazione Russa. Anche se Putin lo volesse, la Russia non avrebbe la capacità di costruire 10 portaerei, tenere aperte centinaia di basi oltremare o spendere per la “difesa” più di quanto faccia tutto il resto del genere umano. Lo specifico obbiettivo politico assegnato all’esercito russo è abbastanza semplice: fungere da deterrente o respingere ogni attacco contro la Russia.

Secondo, per portare a termine questa missione le forze armate russe devono essere in grado di colpire e vincere ad una distanza massima di, più o meno, 1000 km. dal confine russo [in italiano]. La dottrina militare ufficiale russa sposta i limiti di un’offensiva strategica un po’ più oltre e include la completa distruzione delle forze nemiche e l’occupazione del suo territorio per una profondità di 1200 km.-1500 km. (????? ? ??? ? ???????? ? ????????????, ??????? ???????, ??????, ????, 2011, p.155), ma, in realtà, questa distanza sarebbe molto più ridotta, specialmente nel caso di un contrattacco difensivo. Fate attenzione, questo rimane comunque un compito formidabile, vista l’immensa lunghezza dei confini russi (più di 20.000 km. di confini), che attraversano ogni tipo possibile e immaginabile di terreno, dai deserti aridi, alle montagne della regione del Polo Nord. E qui viene il bello: le forze armate russe sono attualmente in grado di sconfiggere ogni possibile avversario lungo tutto questo perimetro. Lo ha detto recentemente lo stesso Putin, quando ha dichiarato che “Possiamo dirlo con certezza: ora siamo più forti di tutti i potenziali aggressori, tutti!”. Mi rendo conto che ad un pubblico prevalentemente americano questo potrebbe sembrare quel tipico genere di banali fesserie che ogni rappresentante ufficiale americano è tenuto a ribadire in ogni intervento pubblico, ma, nel contesto russo, questa è una cosa abbastanza inusitata: Putin, prima d’ora, non aveva mai detto nulla del genere. Al massimo, i Russi preferiscono lamentarsi della superiorità numerica che sembrano avere i loro avversari (beh, la superiorità numerica ce l’hanno, anche se tutti gli analisti militari russi sanno che questo non significa nulla).

Da un punto di vista numerico, le forze russe sono veramente molto più ridotte di quelle della NATO o della Cina. Infatti, si potrebbe anche dire che, viste le dimensioni della Federazione Russa, le sue forze armate sono abbastanza piccole. Vero. Ma sono formidabili, ben bilanciate per quanto riguarda le capacità e sfruttano al massimo le caratteristiche geografiche, uniche, della Russia.

[Nota: la Russia è una nazione molto più “nordica” di, diciamo, Canada o Norvegia. Guardate dov’è situata la maggior parte delle città in Canada o in Scandinavia. Poi guardate una carta della Russia e le latitudini delle città russe. La differenza si vede subito. Prendete ad esempio Novosibirsk, che in Russia è considerata una città siberiana del sud. E’ praticamente alla stessa latitudine di Edimburgo, della Scozia, di Grande Prairie, di Alberta o di Malmö, in Svezia].

Questo è il motivo per cui tutto l’equipaggiamento usato dalle forze armate russe deve essere garantito operativo in un range di temperature che va da -50 C a +50 C. La maggior parte del materiale occidentale non funzionerebbe neanche a queste temperature estreme. Naturalmente, la stessa cosa vale anche per il soldato russo, che è addestrato ad operare in questo arco di temperature.

Non penso che esistano altri eserciti che possano vantare simili capacità e, nel modo più assoluto, non le forze armate americane.

Un altro mito che dev’essere sfatato è quello della superiorità tecnologica occidentale. Anche se è vero che in alcuni settori specifici i Sovietici non erano mai stati in grado di stare alla pari con l’Occidente, nei microchip, per esempio, questo non aveva impedito loro di essere i primi a sviluppare un lungo elenco di tecnologie militari, come i radar a contrasto di fase sui caccia intercettori, il sistema di puntamento integrato nel casco dei piloti, i missili subacquei a supercavitazione, il caricatore automatico sui carri armati, i mezzi blindati paracadutabili, i sottomarini da attacco a doppio scafo, gli ICMB autotrasportati, ecc. Di regola, i sistemi d’arma occidentali hanno la tendenza a fare maggiore affidamento sulla tecnologia, ma questo non è dovuto ad una carenza nelle capacità dei Russi, ma piuttosto ad una differenza progettuale di fondo. In Occidente i sistemi d’arma vengono progettati dagli ingegneri, che mettono insieme gli ultimi ritrovati tecnologici e poi, sulla base delle loro caratteristiche, ne indicano i compiti operativi. In Russia, l’esercito stabilisce il tipo di missione e poi cerca le tecnologie più semplici e più economiche utilizzabili allo scopo. Questo è il motivo per cui il Mig-29 russo (1982) non era un “fly-by-wire” come l’F-16 americano (1978), ma funzionava con i “vecchi” controlli di volo meccanici. Vorrei aggiungere che una cellula molto più avanzata e due motori al posto dell’unico presente sull’F-16, davano al Mig-29 un inviluppo di volo superiore. Quando era necessario, i Russi hanno comunque utilizzato il fly-by-wire, per esempio, nel Su-27 (1985).

Ultimo, ma non meno importante, le forze nucleari russe sono attualmente molto più moderne e molto più efficaci, se confrontate alla ormai obsoleta triade americana.

 

Allora, che cosa significa tutto questo?

Questo significa che, nonostante sia stata assegnata loro una missione estremamente difficile (avere la meglio su ogni possibile avversario lungo i 20.000 e più km. del confine russo e fino ad una profondità di 1000 km.), le forze armate russe hanno dimostrato, in modo esaustivo, di essere in grado di raggiungere gli specifici obbiettivi politici, tenendo a bada o sconfiggendo i loro potenziali nemici, siano essi insorti wahabiti (che gli esperti occidentali descrivono come “imbattibili”), l’esercito georgiano, equipaggiato ed addestrato dall’Occidente (nonostante  si fossero trovati in inferiorità numerica nel momento più critico della battaglia e nonostante grossi problemi e deficienze nella struttura di comando e di controllo), o  riuscendo a disarmare 25.000 e più soldati ucraini (in teoria l’élite) in Crimea, senza sparare neanche un colpo per sbaglio e, naturalmente, c’è poi l’intervento militare russo nella guerra in Siria, dove un minuscolo contingente russo ha ribaltato le sorti della guerra.

In conclusione, voglio ritornare sulla mia affermazione riguardante la Russia, che, attualmente, è l’unica nazione che osa rifiutare apertamente il modello di civiltà occidentale e il cui leader, Vladimir Putin, gode del sostegno dell’80% e più della popolazione. Questi due fattori sono cruciali nella valutazione delle capacità delle forze armate russe. Come mai? Perché esse illustrano il fatto che il soldato russo sa esattamente per che (o contro che) cosa combatte e, quando viene mandato da qualche parte, sa di non essere utilizzato come uno strumento per Gazprom, Norilsk Nickel, Sberbank o qualsiasi altra multinazionale russa: sa di combattere per la sua nazione, per la sua gente, per la sua cultura, per la sua libertà e la sua sicurezza. Inoltre, il soldato russo sa anche che l’uso della forza militare non è la prima opzione, o comunque l’opzione preferita dal suo governo, ma l’ultima, che viene utilizzata solo quando tutte le altre sono già state sfruttate. Sa che l’Alto Comando russo, il Cremlino e il Quartier Generale non smaniano di trovare qualche piccolo stato da distruggere, solo per farne un esempio che incuta terrore agli altri. Per ultimo, ma assai importante, il soldato russo è pronto a morire per il suo paese mentre esegue gli ordini. I Russi lo sanno bene e questo è il motivo per cui questo circolava recentemente su Runet.

Per finire, il risultato di ogni guerra è deciso dalla forza della volontà, lo penso veramente e credo anche che sia il soldato “semplice” di fanteria il fattore più importante in una guerra, non il superuomo super-addestrato. In Russia vengono talvolta chiamati “makhra”, i ragazzini della fanteria, non belli, non particolarmente “macho”, senza attrezzature particolari o addestramento speciale. Sono quelli che hanno sconfitto i Wahabiti in Cecenia, a caro prezzo, ma lo hanno fatto. Sono quelli da cui esce un numero stupefacente di eroi, che stupiscono commilitoni e nemici con la loro tenacia e il loro coraggio. Nelle parate non fanno bella figura e spesso vengono dimenticati. Ma sono quelli che hanno sconfitto più imperi di tutti e che hanno fatto della Russia la nazione più grande del mondo.

Perciò, sì, la Russia dispone attualmente delle forze armate più efficaci di tutto il pianeta. Ci sono anche tante altre nazioni con forze armate eccellenti. Ma ciò che rende uniche quelle russe è la portata delle loro capacità, che spazia dalle operazioni antiterrorismo alla guerra nucleare internazionale, combinata con la fantastica resistenza e forza di volontà del soldato russo. Ci sono moltissime cose che l’esercito russo non è in grado di fare, ma, a differenza delle forze armate americane, quelle russe non sono mai state progettate per fare di tutto, sempre e dovunque (cioè “vincere due guerre e mezzo” in qualunque parte del pianeta).

Per adesso, i Russi stanno osservando come gli Stati Uniti non riescano neanche a conquistare una cittadina come Mosul, anche dopo aver sostenuto le forze locali con un robusto “supporto” USA e NATO, e, a dir poco, non ne sono affatto impressionati. Ma Hollywood, da questo imbarazzante fallimento, sicuramente realizzerà un grande blockbuster e verranno date vie più medaglie del personale realmente coinvolto (questo è ciò che è successo dopo il disastro di Grenada). E ai telespettatori verrà ribadito che “anche se i Russi hanno fatto qualche progresso, le loro forze armate sono ancora molto lontane dalle loro controparti occidentali”. Ma chi se ne importa?

 

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