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Ott 19, 2017

 

Putin: “Il mondo è arrivato in una epoca di cambiamenti drastici”

 

Il presidente della Russia ha pronunciato un discorso nel contesto del foro annuale del Club di Valdai, che si svolge nella città di Sochi.

 

Il presidente Vladimir Putin ha tenuto il suo discorso questo Giovedì, nell’ambito delle sessione finale del IV foro annuale del Club Internazionale di Valdai, che si celebra nella città russa di Sochi. Il portavoce presidenziale, Dmitri Peskov, aveva annunciato questo intervento come “molto importante“, riferisce il giornale ‘Kommersant’.

“Il mondo è arrivato ad una epoca di cambiamenti drastici”, visto che, tra gli altri processi, “si sta facendo più acuta la concorrenza per un posto nella gerarchia internazionale” e molti degli antichi metodi per la risoluzione dei conflitti stanno smettendo di funzionare, mentre che non è stato creato alcuno nuovo, ha assicurato il mandatario russo.

 

“Ci sono quelli che fomentano il caos nel Medio Oriente” In primo luogo Putin ha lamentato che “invece di migliorare assieme la situazione del Medio Oriente e realizzare un vero attacco contro il terrorismo e non soltanto fingere di farlo, alcuni colleghi (di altri stati) fanno tutto il possibile perchè il caos nella regione diventi permanente. Ci sono quelli che credono che ancora si possa controllare questo caos”, ha sottolineato il presidente russo.

 

Allo stesso modo, Putin si è riferito alla situazione della penisola coreana: la Russia adempie a tutti i suoi obblighi davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU in relazione al problema della Corea del Nord e, per quanto Mosca respinge gli esperimenti nucleari di Pioyang, bisogna mettere fine alle tensioni nella zona “attraverso il dialogo” invece di “minacce ed insulti”.

 

Situazione in Europa

“Gli stessi paesi della UE hanno provocato l’aumento dei movimenti separatisti in Europa nell’appoggiare il Kosowo ed adesso subiscono le conseguenze di quello, come nel caso della Cataluña. Secondo i nostri colleghi esitono quelli che lottano in forma corretta per l’indipendenza e quelli definiti separatisti”.

 

Inoltre ha ricordato che il movimento per l’indipendenza della Cataluña è sfociato in una “crisi politica acuta”. Il mandatario ha sottolineato che quello che sta accadendo in Spagna è una  problema interno di quel paese, motivo per cui deve essere trattato, a suo giudizio, in accordo cone le leggi di questo stato europeo.

 

“Abbiamo visto il rifiuto unilaterale verso gli indipendentisti della Cataluña da parte dell’Unione Europea e degli altri Stati”, ha segnalato Putin. “Bisognava averci pensato prima, quando soltanto alcuni anni prima si manifestavano colà dei processi controversi”, ha sentenziato Putin. Non sapevano forse delle dispute come queste avvenute nei secoli addietro all’interno dell’Europa? Si lo sapevano, ha commentato Putin, ricordando che tuttavia nel passsato i governi europei hanno salutato lo smembramento di vari paesi europei senza nascondere la propria allegria (ad esempio la Yugoslavia).

Vedi: Youtube.com/Watch

 

Rispetto a questo problema, Putin si è domandato perchè i governi europei hanno dovuto appoggiare la secessione del Kosowo dalla Serbia per il desiderio di compiacere “il grande fratello maggiore di Washington“, provocando in quella regione, la ex Yugoslavia, processi di disgregazione simili e nel resto del mondo (vedi quanto avviene oggi nel Kurdistan).

 

Al contrario, quando la penisola di Crimea ha dichiarato la sua indipendenza, “questo non è piaciuto ai governi europei”, ha ricordato. Pertanto, secondo l’opinione del Presidente russo, “si può dire che a giudizio dei nostri colleghi ci sono quelli che lottano in modo corretto per l’indipendenza ed i secessionisti”, cosa che dimostra l’applicazione di un sistema di “doppio standard” di giudizio.

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