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29/01/2017

 

 

Legge Scoch! Mosca legalizza le botte a mogli e figli. Ecco da dove nasce la nuova bufala anti-Putin

Francesco Santoianni

 

Tutti, in Russia, a riempire di botte moglie e figli. Lo permetterebbe una nuova legge - subito definita “nauseante” da Amnesty International e ancora peggio da Thorbjorn Jagland segretario del Consiglio d’Europa - che sta facendo fremere di indignazione RAI, SKY, giornali mainstream e legioni di, disinformati, utenti Facebook e Twitter. Ma da dove nasce questa ennesima bufala anti-Putin? Non già da una iniziativa della farneticante (e per questo, sui nostrani media, strombazzata) parlamentare russa Elena Mizulina, ma da una proposta di emendamento alla legge contro le violenze domestiche approvata dalla Duma l’anno scorso e che ora dovrebbe equiparare gli “atti di violenza fisica” (stiamo parlando di strattonamenti, ceffoni, tirate di capelli...) commessi nelle mura domestiche a quelli commessi fuori.

 

Se questi “atti di violenza fisica” non determinano lesioni e se non sono usuali, la pena prevista – secondo l’emendamento proposto all’articolo 116 del codice penale russo - è una multa equivalente a 500 euro. Se sono, invece, dimostrabili con referto medico (un morso, un occhio nero....) allora si tratta di articolo 115, che non è depenalizzato, e si rischia fino a 3 anni di galera. Se il danno è medio o pesante (braccio rotto, denti spaccati....) allora – articolo 114 - si rischiano fino a 7 anni di galera. Un regime sanzionatorio non certo dissimile da quello di tanti paesi occidentali, compreso l’Italia dove fa giurisprudenza la recente sentenza (Tribunale, Ivrea, sez. penale, sentenza 03/06/2016 n° 714), secondo la quale i maltrattamenti considerati lievi e non protratti nel tempo non sono penalmente rilevanti; un provvedimento che – tranne gli addetti ai lavori – non ha suscitato, praticamente, nessun interesse sui media.

 

Né, tantomeno, gli odierni fiumi di indignazione che ora sfociano nel ridicolo. Come la bufala della BBC, ovviamente ripresa come Vangelo da Il Fatto Quotidiano, secondo la quale in Russia, grazie al maschilista regime di Putin, ogni anno 14.600 donne (40 al giorno) verrebbero uccise dai mariti o dai partner. E questo in un paese dove gli omicidi complessivi sono annualmente meno di 13.000.

 

Insomma, una ennesima bufala. Ma, grazie al Cielo, c’è il sito www.stopfake.org, punta di diamante dell’Unione Europea per combattere le bufale. Date una occhiata qui e poi chiedetevi in mano a chi stiamo.

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