http://liberticida.altervista.org/

https://www.rischiocalcolato.it/

6 gennaio 2018

 

Africa: Marshall Plan 2.0

di Alessia C.F. 

 

L’idea di Berlusconi di un piano Marshall per l’Africa da 500 miliardi è semplicemente geniale. Berlusconi: “Senza un grande piano Marshall per l’Africa, l’Europa corre il rischio di essere invasa dai sei miliardi di persone che vivono nella miseria” “Se questo non sarà fatto in futuro i sei miliardi di persone che vivono nella miseria ,e una volta non conoscevano come si vive nel paese del benessere, ci invaderanno”. Berlusconi ne ha già parlato con Vladimir Putin che condivide questa idea (http://www.ilgiornale.it/news/politica/berlusconi-serve-piano-marshall-lafrica-o-ci-sar-uninvasione-1474168.html).

 

L’Italia di oggi e le sue classi dominanti vivono impegnando e consumando il futuro dei dominati dove si forma un debito prodotto domani ma che viene sottratto oggi. La politica ha capito che non ci sono più abbastanza dominati a cui sottrarre il futuro, in Italia non ci sono rimasti giovani per produrre “domani” la ricchezza che noi abbiamo bisogno/voglia di consumare “oggi”. 

Un Piano dove investire e imporre uno sviluppo, almeno per arginare la crisi. Per trattare la questione dei flussi bisogna investire (http://www.iltascabile.com/societa/piano-marshall-africa/), spesso la cooperazione è inutile se le le rimesse degli immigrati superano quest’ultima (http://www.worldbank.org/en/news/press-release/2017/10/03/remittances-to-recover-modestly-after-two-years-of-decline): 

“Sostenuti da una migliore attività economica nei paesi OCSE ad alto reddito, le rimesse verso l’Africa subsahariana dovrebbero aumentare di un robusto 10% fino a $ 38 miliardi quest’anno. I maggiori paesi riceventi le rimesse della regione, Nigeria, Senegal e Ghana, sono pronti per la crescita. La regione ospita anche una serie di paesi in cui le rimesse rappresentano una quota significativa del PIL, tra cui la Liberia (26%), le Comore (21%) e il Gambia (20%). Le rimesse cresceranno da un moderato 3,8% a $ 39 miliardi nel 2018.” 

 

Dove trovare i soldi? A finanziare sarebbe la Bei (Banca europea degli investimenti) che con mandato extra-Europa potrebbe dare inizio al progetto. Potrebbe intervenire il Trust Fund di La Valletta e il Consiglio europeo con il Migration Framework. E’ chiaro da tempo che i corridoi umanitari e il contenimento dei flussi sarà cosa sempre più difficile da attuare.

 

A Bruxelles si discute, ma il progetto è partito. Alla fine anche il vecchio Piano Marshall stesso sapeva che si sarebbero generate delle perdite, ma l’Italia e la Germania sono dell’idea di mettere in piedi un piano di sviluppo, una politica di investimenti che possa funzionare per contenere il flusso migratorio. Il piano prevede di coinvolgere investimenti privati e aiuto pubblico per lo sviluppo. Un External Investment Plan che attrae i privati e fornisce a questi ultimi le garanzie sulle eventuali perdite. L’Africa non è solo una priorità strategica per economia e sicurezza, il piano è ottimo per salvarci da migranti economici, estremismo e terrorismo.

 

Per ironia della sorte è necessario allargare la platea, creare nuovi potenziali da sfruttare a cui sottrarremo il futuro. Se in una società non esiste più una classe da indebitare “a vita” per beni/necessità che consumiamo “adesso” si può intuire che il Nuovo Piano Marshall è destinato a indebitare milioni di africani che necessitano di un nuovo sviluppo. Sempre colonialismo “velato” rimane.

 

Il 29 e 30 novembre 2017 si è svolto in Costa d’Avorio il vertice UE-Unione Africana per decidere il futuro dei rapporti tra i due continenti, ma questa volta le cose sono state diverse, c’è stata una conferenza dove hanno partecipato i rappresentanti della UE e della Unione Africana per porre le basi del nuovo partenariato tra Europa e Africa ( http://www.lanuovabq.it/it/dallunione-europea-un-piano-marshall-per-lafrica-da-40-miliardi-di-euro). Il nuovo Piano Marshall ha capito che bisogna investire perché “I problemi dell’Africa sono, anche, i problemi dell’Europa”. Quindi tramite le varie leve e sinergie con la Bei si possono investire circa 500 miliardi.

 

Dove guadagnarci? Alle multinazionali – anche italiane – si offre l’occasione di fare affari con i sieropositivi, con le persone che muoiono di malaria, con le carenze di vitamina A e proteine che provocano circa 500mila casi di cecità ogni anno (https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/10/immigrati-aiutatevi-a-casa-vostra/3787831/). Ma credo che ci verrà concesso di scatenarci maggiormente con il land-grabbing, seguendo le nuove regole del neo-colonialismo. Il bello di questo piano Marshall proposto è che si può finanziare semplicemente stampando simpatici “foglietti di carta”. Ovvero si da carta straccia in Africa e questa ci ripagherà fornendoci materie prime come: neodimio, cobalto, nichel, manganese, elenco lunghissimo… Queste verranno rivendute a chi ne ha decisamente bisogno, prendiamo ad esempio le industrie dei semiconduttori (aziende di cui siamo sprovveduti).

 

Con il vecchio sistema geniale di indebitarli massicciamente “direttamente a casa loro” ci si guadagna due volte: le classi agiate che emergeranno – da questa operazione – manderanno i figli a studiare in Europa, nel frattempo il piano provvede all’interruzione di esportazione di migranti economici, e incrementa una massa elevata di nuovi debitori freschi freschi.

 

Ma siccome siamo italiani ci faremo fregare. E da chi? Ma ovviamente dalla Germania. Infatti (https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-piano-marshall-per-l-africa-eppur-l-idea-italiana-si-muove) si è recentemente appreso che la cancelliera Merkel – dopo la visita in Africa – ha deciso di attuare un piano di sviluppo con l’apporto del settore privato. Italia parla, Germania fa. 

 

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