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6 maggio 2018 

 

Dio è morto, Marx è risorto

 

Karl Marx è il vero "uomo bicentenario", un filosofo a cui moltissimi studiosi e giovani fanno ancora riferimento per criticare le contraddizioni del mercato e del capitalismo.

 

Chi l’avrebbe detto? Immersi nel pantano contemporaneo, nelle culture e subculture delle ultime generazioni, figlie dell’apatia collettiva indifferenziata, dell’incapacità di esercitare una tensione creativa e politica e porla in atto, siamo costretti a tornare a parlare dell’Opera di Karl Marx. Proprio lui, il fondatore moderno dell’utopia “par excellance”, il padre severo del Novecento. E siamo costretti a parlarne senza desideri o sforzi intellettuali di rivalutazione di ripensamento: E’ il nostro tempo ad imporcelo. Superfluo è scrutare le statistiche delle abnormi e crescenti disuguaglianze di quello che ci ostiniamo a chiamare “il mondo libero”.

 

Nemmeno la generazione del quale l’autore di questo articolo fa parte, dei nati alla fine del millennio, crede alle promesse consumistiche del benessere rincorse forse con un eccesso di zelo dai propri padri. Ebbene, tale generazione non può che accorgersi ad ogni passo dell’insanabile contraddizione tra capitale e lavoro, dei nuovi algoritmi creatori di plusvalore, di cosa significhi la libertà borghese. Certo, a tale generazione mancano le parole, mancano i concetti. Ma se mancano ad essa, che dire del resto? Che dire dell’impoverimento delle classi medie in tutto l’Occidente? Che dire dei risparmiatori truffati, delle oligarchie finanziare oggi più che mai vicine ai riflettori. Ci manca la coscienza di classe. Siamo atomi alla ricerca delle particelle ancor più microscopiche di una idealizzata coscienza individuale, che la cultura contemporanea vuole persuaderci per di più a considerare irragiungibile. E oggi che l’interessamento di notevoli élite intellettuali verso il pensatore di Treviri sta crescendo, non possiamo che lottare per guardare il nostro tempo anche con gli occhi di colui che sembrava averne scorto all’orizzonte, la fine. Ben scavato, vecchia talpa!