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24 maggio 2018

 

Salta il vertice di Trump con Kim

 

Nonostante le buone intenzioni, concretizzatesi anche oggi con lo smantellamento davanti ai giornalisti accreditati del sito per test nucleari di Punggye-ri, nel nordest del Paese, è saltato il vertice fra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente Usa Donald Trump previsto per il 12 giugno.


Lo ha reso noto reso noto lo stesso capo della Casa Bianca attraverso una missiva in cui ha parlato di “pericolosa rabbia e l’aperta ostilità” da parte di Kim, spiegando che “Per il bene di entrambe le parti, il meeting di Singapore non si svolgerà“. “Apprezziamo il suo tempo – ha scritto Trump -, la pazienza e lo sforzo nelle recenti trattative relative al summit, siamo stati informati che l’incontro è stato richiesto dalla Corea del Nord, ma questo per noi è irrilevante. Tristemente, sulla base dell’aperta ostilità mostrata nelle ultime dichiarazioni, ritengo sia inappropriato in questo momento tenere l’incontro”.


Poche ore prima il vice ministro degli Esteri nordcoreano Choe Son-hui aveva affermato che se gli Usa avessero continuato a perpetrare “azioni illegali e oltraggiose”, nella fattispecie le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Nord e il Giappone al di sotto del 38mo parallelo, sarebbe potuto saltare il vertice, ed aveva definito “ignorante e stupido” quanto dichiarato dal vicepresidente Mike Pence, ovvero che se la Corea del Nord non avesse ceduto, Kim avrebbe fatto la fine di Gheddafi.


La situazione torna ad essere delicata, in una realtà che vede la Corea del Nord e la Corea del Sud ancora ufficialmente in guerra in quanto non è mai stata firmata la pace dal conflitto 1950 – 1953, ed allora era stato firmato semplicemente un armistizio tra le forze Onu a guida Usa (in rappresentanza della Corea del Sud), la Cina e la Corea del Nord. Contestualmente almeno due volte all’anno Usa, Corea del Sud ed altri paesi compiono esercitazioni congiunte praticamente sotto la porta del nemico, ed al confine del 38mo parallelo sono stanziati 33mila militari statunitensi nonché armi di ogni genere.

 

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