MEMO - Infopal - 5/7/2018 - L’83% degli ebrei israeliani si trova d’accordo con diversi politici, i quali affermano che l’esercito debba colpire i palestinesi della Striscia di Gaza che fanno volare aquiloni in fiamme. E’ quanto ha rivelato l’ultimo sondaggio del Peace Index, che viene condotto mensilmente. Alla domanda “Sei d’accordo o in disaccordo con l’affermazione secondo cui le IDF dovrebbero colpire direttamente coloro che stanno facendo volare gli aquiloni ed i palloncini incendiari da Gaza?”, l’83% degli ebrei israeliani ha concordato, rispetto a soltanto il 3% dei cittadini palestinesi (Arabi israeliani).

Nel frattempo, alla domanda “quale voto dareste alle IDF per come hanno affrontato le manifestazioni in corso dei palestinesi lungo il confine con Gaza”, il 76% del pubblico ebraico ha optato per “eccellente” o “buono”, paragonato al dieci per cento dei cittadini palestinesi. Al contrario, quando è stato chiesto di “classificare” la performance del governo, la maggior parte dei cittadini ebrei e palestinesi ha disapprovato, rispettivamente il 57% e il 79%. Gli israeliani ebrei erano equamente divisi sulla questione “quale parte ha raccolto più risultati nel conflitto in corso sul confine di Gaza”. Il 30% degli intervistati ebrei ritiene che la parte israeliana abbia ottenuto più risultati, il 27% che la parte palestinese abbia  vinto di più, ed il 22,5% non vede nessuna delle due parti come vittoriosa. L’8,5% circa ritiene che le due parti abbiano ottenuto risultati simili.


 

PIC - Infopal - 4/7/2018 - Martedì, 134 palestinesi sono stati feriti con munizioni letali e gas lacrimogeni dalle forze di occupazione israeliane (IOF) a est di Gaza, durante una protesta femminile organizzata dal Comitato nazionale per la Grande Marcia del Ritorno e Rottura dell’assedio. Secondo il ministero della Salute di Gaza, la maggior parte dei feriti sono donne che manifestavano pacificamente vicino alla barriera del confine orientale.

 

Migliaia di donne e ragazze palestinesi hanno manifestato, martedì pomeriggio, vicino al confine est della città di Gaza, per il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi.

I soldati israeliani di stanza al confine hanno sparato munizioni e lacrimogeni contro le manifestanti ferendone a decine.Hanno inoltre preso di mira i giornalisti che stavano coprendo le proteste. Il giornalista palestinese Thaer Abu Rayyash è stato colpito con una bomboletta di gas lacrimogeno in testa mentre il suo collega Zaki Awadallah è stato colpito al collo.

In un discorso durante la manifestazione, la madre della paramedico Razan al-Najjar, uccisa il mese scorso dalle forze israeliane, ha affermato che “i crimini israeliani e tentativi di offuscare la verità uccidendo giornalisti, paramedici e manifestanti pacifici non intimidiranno il popolo palestinese che non smetterà mai di combattere per i suoi diritti usurpati”.

 

Una portavoce del movimento delle donne di Hamas ha affermato che “il diritto al ritorno non è negoziabile” e ha invitato le organizzazioni per i diritti umani “a intervenire per porre fine ai crimini israeliani e all’ingiusto blocco su Gaza”.

 

Il blocco femminile del Comitato Nazionale per la Grande Marcia del Ritorno e Rottura dell’Assedio aveva invitato tutte le organizzazioni femminili, i gruppi studenteschi e i sindacati a Gaza a prendere parte alla marcia prevista per martedì.

 

Il comitato ha affermato che la marcia vuole inviare un chiaro messaggio: “Le donne palestinesi, che sono il simbolo del sacrificio, hanno il loro ruolo nella Grande Marcia del Ritorno contro tutte le cospirazioni che prendono di mira le questioni centrali palestinesi, in particolare il diritto al ritorno”.

 

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