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02/07/2019

 

Christine Lagarde e Ursula von der Leyen, il volto umano del neoliberismo selvaggio

di Fabrizio Verde

 

In tempi dove l’ideologia del politically correct si è trasformata in una sorta di dittatura planetaria piazzare due donne in ruoli di vertice rappresenta un esempio lampante di marketing politico. Il tentativo, nemmeno tropo nascosto, di celare dietro alla figura di queste due donne misure di austerità ancora più dure e folli che i popoli europei saranno costretti a subire. 

 

Marine Lagarde e Ursula von der Leyen sono infatti conosciute per essere delle vere e proprie guardiane di quelle politiche di austerità neoliberista che dovunque hanno trovato applicazione hanno prodotto solo guasti profondi. Per i popoli - ca va sans dire - mentre i ricchi hanno continuato a ingrossare i loro già lauti forzieri. 

 

La francese Marine Lagarde approda alla guida della BCE dopo aver diretto il Fondo Monetario Internazionale, vero e proprio santuario dell’ideologia neoliberista. Sono infatti noti i cosiddetti salvataggi effettuati da questa istituzione che in realtà hanno solo prodotto dei veri e propri disastri umanitari. A tal proposito basti pensare all’America Latina ai tempi in cui spadroneggiava l’FMI guidato da un altro francese, Michel Camdessus. 

 

Fino a giungere al ‘pacchetto di aiuti’ da 57 miliardi di dollari offerto all’Argentina di Mauricio Macri targato Christine Lagarde. Il paese sudamericano è ripiombato nel baratro da cui si era sollevato grazie al lavoro svolto dai governi peronisti di Nestor e Cristina Kirchner. L’inflazione galoppa, la disoccupazione è alle stelle e la miseria cresce inesorabile anche tra chi un lavoro lo possiede ancora. Questi sono gli effetti nefasti del neoliberismo ad ogni latitudine. 

 

Ursula von der Leyen è una politica tedesca nata in Belgio indicata dal Consiglio Europeo come prossima presidente della Commissione Europa. Il suo acritico e ideologico sostegno al neoliberismo riesce a far apparire come moderato finanche un falco come Wolfgang Schäuble adesso presidente del Bundestag ma in passato potente ministro dell’economia e custode dell’austerità europea. 

 

La futura presidente della Commissione Europea durante la crisi della Grecia, poi ‘salvata’, propose che il paese ellenico ipotecasse le sue riserve d’oro nazionali a garanzia del prestito concesso dai creditori internazionali.

Da intendere le banche tedesche che risultavano essere quelle maggiormente esposte. Una posizione talmente oltranzista da cui addirittura il governo tedesco fu costretto a prendere le distanze

 

Tra i geek tedeschi, inoltre, è conosciuta come "Zensursula", una combinazione tra "Zensur" (censura in tedesco) e "Ursula".

 

Insomma, l’operazione risponde esattamente alla volontà di continuare ad implementare le ottuse politiche neoliberiste ma utilizzando dei volti umani, puntando su un sentimento molto sentito in tempi di politically correct come l’equità di genere. 

 

D’altronde un assaggio ce lo aveva dato proprio Christine Lagarde allorquando interrogata riguardo la tassazione sui ricchi in nome dell’uguaglianza aveva così risposto: «Non sono d’accordo – ebbe a dichiarare Lagarde – sul fatto che tassare i ricchi sarebbe il modo più efficiente di ridurre le disuguaglianze. Penso che il modo più efficiente sarebbe quello eliminare il differenziale di genere tra uomini e donne». 

 

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