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12/14/2019

 

Brexit: per Schengen esce chi non si è mai sentito dentro.

di Francesco Latteri Scholten 

 

Sono migrazionistiche e strettamente legate alla storia della Gran Bretagna – oltreché legate all'alta finanza – le ragioni della Brexit. La questione dei “migranti” in Inghilterra – a differenza che nel ns Paese – non riguarda in primis gli extracomunitari, bensì invece proprio i cittadini provenienti dalla UE. La Gran Bretagna non ha aderito sin dall'inizio al trattato per la libera circolazione delle persone (Schengen) e da sempre punto cardine del rapporto con la UE è stato proprio la evoluzione di questo tema, si veda Atto Unico Europeo e seguenti. Si tratta di una realtà che si intreccia con l'altra, quella economica e dunque della libera circolazione delle merci. Mentre l'Italia è strettamente legata alla UE dove colloca la maggior parte del proprio export (67.5%), l'Inghilterra è strettamente legata al proprio ex impero britannico e dunque ai Paesi che 

 

ne hanno fatto parte, i Paesi del Commonwealth, nonché agli USA. Mentre con questi il rapporto negli ultimi decenni si è mantenuto lineare quello con la UE è stato connotato da due realtà ben diverse: la decrescita dei rapporti commerciali e l'incremento inusuale della migrazione specie con l'allargamento della UE ad est del 2004 (Polonia Ungheria e Paesi Baltici) e del 2007 (Romania e Bulgaria). Segnatamente la presenza degli immigrati UE in GB tra il 2004 e 2017 è passata dal 8.9% al 14.4% della popolazione totale ovvero 9 mln su 65 mln abitanti con una crescita di origine europea da 1.5 a 3.7 mln ovvero +148% (al primo posto i polacchi con 922.000 persone) contro una crescita extra UE del + 51%. La sperequazione con la migrazione dai Paesi Commonwealth ha anche un risvolto politico in quanto in qualità di cittadini dell'ex impero i cittadini Commonwealth hanno diritto di voto politico in GB. Le ultime politiche del Regno Unito, che hanno posto la Brexit al centro, sono invero disunitive per l'Inghilterra in quanto ai trionfi del probrexit Boris Johnson fanno da contraltare gli esiti altrettanto trionfalistici degli antibrexit in Irlanda e Scozia che riattualizzano antiche e storiche conflittualità. Un ruolo nelle elezioni ha avuto anche l'antisemitismo di Corbyn proprio a certa sinistra ed agli ambienti extraeuropei il cui riacutizzarsi ha portato giusto allarme tra la comunità ebraica e soprattutto negli ambienti dell'alta finanza ad essa legati. Insomma il rapporto Inghilterra UE dagli inizi alla Brexit di oggi sembrerebbe la prova provata delle tesi che recentemente Alexandr Dugin ha ripreso da Carl Schmitt ovvero quelle che pongono il centro del proprio sviluppo politologico nella distinzione tra Nazioni di Terra e Nazioni di Mare. Per il politologo russo EurAsia (Europa e Russia) sono Nazione di Terra e l'Inghilterra è classicamente Nazione di Mare ed il contrasto tra le due tipologie è naturale.

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