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giovedì 2 luglio 2020

 

Hong Kong, Greta ai manifestanti: “Sono con voi”

di Attilio Runello 

 

Greta Thunberg ha dichiarato di stare dalla parte dei manifestanti di Hong Kong. Il primo luglio le manifestazioni ad Hong Kong si sono concluse con trecento arrestati, che con le nuove disposizioni di Pechino rischiano l'ergastolo. La Gran Bretagna faciliterà il visto ai cittadini di Hong Kong e Taiwan ha aperto un ufficio per i richiedenti asilo

 

Greta Thunberg ha twittato “sono con voi” ai manifestanti di Hong Kong. Come ha riportato l’Ansa in un suo comunicato la giovanissima attivista svedese, impegnata nella denuncia per i cambiamenti climatici, ha rilanciato un messaggio twittato da Joshua Wong – uno dei leader delle manifestazioni nella ex colonia britannica. “I miei pensieri sono con la gente di Hong Kong”, ha scritto e sembra che il messaggio sia stato molto apprezzato dal giovane leader che ha risposto “ Insieme siamo una voce forte che non può essere messa a tacere”.
La Cina ha appena approvato la legge sulla sicurezza nazionale tarata per Hong Kong: lo hanno riportato i media dell’ex colonia britannica, riferendo i lavori del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, ramo legislativo del parlamento di Pechino.
Il voto, secondo Cable Tv, è maturato all’unanimità. La mossa, che ha causato la dura opposizione di Usa, Ue e Gran Bratagna, è vista come una stretta all’ampia autonomia di Hong Kong prevista al momento del passaggio della città dalla sovranità di Londra a quella di Pechino.

Il giovane Wong insieme ad altri attivisti ha sciolto ieri il partito Demosisto, date le nuove circostanze.

Nelle manifestazioni che ci sono state oggi uno luglio sono già state arrestate trecento persone, che rischiano l’ergastolo. Un portavoce del governo cinese ha affermato che l’ergastolo non è per i manifestanti, ma solo per chi genera disordini. Si vuole solo riportare l’ordine nella città.

Boris Johnson ha confermato oggi alla Camera dei Comuni l’intenzione del governo britannico di facilitare il regime dei visti verso gli abitanti di Hong Kong dotati dello status di “British overseas”, in modo di aprire per loro “il percorso” verso la cittadinanza britannica.
Taiwan ha aperto un ufficio per cittadini di Hong Kong che volessero richiedere asilo. A Taiwan rinascono i timori di una aggressione da parte della Cina e la necessità di rivolgersi all’alleato americano. La strategia “un paese due sistemi” che la Cina avrebbe voluto offrire anche a Taiwan evidentemente non funziona.

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