L’arcivescovo non si fa attendere e la settimana dopo invia la seguente circolare datata 11 ottobre 1964:
Tratto dal sito www.barbiana.it

" all'Ecc.mo Vescovo Ausiliare, ai Camarlinghi del Capitolo Metropolitano, ai Rettori dei Seminari fiorentini, ai Vicari urbani e foranei, per conoscenza di tutti i sacerdoti dell'Arcidiocesi:
" Desidero, per loro tramite, far pervenire il mio paterno ringraziamento ai sacerdoti che, per iscritto o a voce, singolarmente o a gruppi, hanno voluto rinnovare al loro Arcivescovo la riverenza ed obbedienza promesse nel giorno della loro ordinazione. E’ motivo di conforto per me vedere rinsaldarsi nei miei preti la fede soprannaturale nei princìpi gerarchici sui quali, per volontà di Cristo, si regge la Chiesa.
" Quanto al "dialogo", penso che sia necessario ricercarne l'ispirazione anzitutto nel colloquio intenso e perenne con Dio, senza del quale i fermenti del tempo potrebbero inquinare o rendere meno genuino il nostro rapporto con la Chiesa e con gli uomini, e meditare la recente enciclica Ecclesiam suam del Santo Padre Paolo VI che con sereno equilibrio ed apostolica apertura ci reca l'autentica e sola direttiva della Chiesa in materia, manifestando così la volontà del Signore a nostro riguardo.
“Né possiamo dimenticare la lettera dell'Episcopato italiano ai sacerdoti del 25 marzo 1960, con particolare riferimento al n. 13, che tratta l'argomento
"Il Laicismo e il Clero”. Certe manifestazioni a tutti note, mentre attestano l'attualità di quel documento, non possono spiegarsi che con la penetrazione anche fra noi di princìpi e di atteggiamenti già ivi riprovati, e certo non conformi allo spirito sacerdotale.
"In Diocesi sono in atto da tempo iniziative utili e feconde; saranno proseguite, nello spirito di carità e di collaborazione fraterna fra sacerdoti che è alla base della vera "pastorale d'insieme". Il senso della Redenzione, fondamento del nostro sacerdozio, ci insegnerà a valorizzare in una luce soprannaturale anche le carenze, i difetti, le stesse eventuali delusioni che possono provenire dalla nostra comune umana limitatezza e dal difficile e pur fecondo processo di transizione che la Chiesa e il mondo oggi attraversano. Forse ciò richiederà a ciascuno di noi d'accogliere con fede più profonda la propria croce che rimane, anche nel mondo moderno, la più sicura e consolante certezza.
Per i due sacerdoti che in questi giorni, tanto avventatamente e nella forma più inopportuna, hanno dato a me, loro Vescovo, pubblico motivo di sofferenza ed alla Comunità diocesana ragione di frattura e di dissenso, chiedo al Signore che non venga meno la loro fede. Tengo a rilevare che essi potranno ottenere da me, in ogni momento, le lettere di escardinazione e procurarsi così quella libertà e serenità che è da loro richiesta, scegliendosi una Diocesi che sia in grado di corrispondere alle loro esigenze. Il Vescovo non porrà alcun ostacolo alle loro eventuali decisioni.
Tutti benedico, con cuore paterno.

Ermenegildo Florit, arc.

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