Ancora Tre Note sulla Proposta dell'Europa Neutrale e Attiva, Costruttrice di Pace Con Mezzi di Pace
di Lidia Menapace

[Da "La nonviolenza e' in cammino" n. 683, settembre 2003]


Vorrei in primo luogo che nella riflessione non si dimenticasse sempre di
citare l'esperienza del movimento delle donne, che in verita' non ha mai ne'
teorizzato ne' praticato forme di violenza, mai invocato o sostenuto guerre,
si e' sempre lacerato in momenti di conflitto armato dei quali le donne sono
vittime piu' di chiunque, ultimi i casi delle donne di Belgrado e della
Bosnia, per tacere del Ruanda ecc.ecc.
Le Donne in nero hanno inventato e praticato "Visitare i luoghi diifficili"
e messo in atto molte iniziative di interposizione in Palestina.
Gandhi riconosceva il debito che aveva verso le suffragiste inglesi.
Dover sempre chiedere di essere chiamate col proprio nome e' doloroso: la
cancellazione e' una forma molto forte di violenza, un genocidio simbolico e
finisce per diventare i forse dieci milioni di bambine cinesi prive di
qualsiasi diritto perche' non vengono iscritte all'anagrafe.
Il movimento delle donne non si confonde con nessun partito, non ha mai
ceduto la rappresentanza.
*
E quando dico movimento operaio intendo movimento operaio, magari nelle sue
forme sindacali o associative o mutualistiche, o ricreative come le case del
popolo ecc.
I partiti che ne hanno spesso usurpato la rappresentanza non mi interessano
e non mi riferisco a loro.
E' vero che la sinistra ha fatto un mucchio di errori, molti dei quali
dipendenti dal non aver proseguito l'iniziale cammino internazionalista e
neutralista ed essersi adeguata alla "funzione nazionale della classe
operaia" ecc.
*
Cio' che chiedo e' un confronto su come si possa efficacemente intervenire
nel dibattito e poi nelle decisioni a proposito del "Trattato costituzionale
europeo" che forse avra' una prima approvazione entro l'anno, per non
ripetere gli errori di omissione che ci hanno portato in casa Maastricht
Nizza Schengen ecc.
Nel testo che chiamero' per brevita' giscardiano la sinistra italiana non
c'e' perche' e' stato fatto dai governi, non dai parlamenti: per l'Italia il
rappresentante era Fini, che non solo non ha tenuto conto dell 'art. 11
della Costituzione italiana, ma ha lasciato che al posto del lavoro sia
messo il mercato ecc. ecc.: insomma i primi 11 articoli della Costituzione
che un patto parlamentare solenne ha definito intangibili sono stati
bypassati dal trattato costituzionale e di fatto cancellati. Nella bozza del
Trattato la pace e' "da promuovere", non non e' un diritto e per promuoverla
si usano anche le armi.
*
La proposta di neutralita' attiva ha il pregio di avere una base di diritto
internazionale (e io sono per praticare per quanto possibile la
ricomposizione del diritto internazionale e il sostegno alle Nazioni Unite)
e quattro precedenti sul territorio europeo, cioe' Svizzera, Svezia,
Finlandia e Austria, mentre il transarmo non e' un diritto, ma una proposta
politica che quindi dipende dalle maggioranze.
Sono da sempre favorevole a tutti i disarmi, unilaterali ecc., ma bisogna
vedere se il testo della Costituzione europea consentira' di praticarli. In
piu' il transarmo deve essere concordata coi militari e io preferirei
accordarmi coi movimenti non militaristi, neutralisti, nonviolenti e
pacifisti prima che coi militari e il loro potere fortissimo (il famoso
"complesso militare-industriale-scientifico" e adesso anche culturale e
mediatico).
Marx diceva che e' bene per quanto possibile ancorare nel diritto le
conquiste politiche ottenute ben sapendo che esse pure dipendono dai
rapporti di forza: tuttavia un ostacolo giuridico e' piu' difficile da
scavalcare che una proposta politica, come si vede anche dal tema delle
pensioni: se i sindacati non potessero appellarsi a diritti sanciti, nel
gestire il conflitto sociale staremmo tutti e tutte ben peggio.

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