Óscar Arnulfo Romero in un murale
della Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Sociali dell'Università di El Salvador


San Romero d’America, Pastore e Martire nostro
di Pedro Casaldáliga

L’angelo del Signore annunciò il vespro...
Il cuore del Salvador segnava 24 di marzo e di agonia. Tu offrivi il pane, il corpo vivo
- il triturato corpo del tuo popolo; il suo sangue sparso vittorioso – il sangue contadino del tuo popolo massacrato che deve tingere di vini d’allegria l’aurora impedita!
L’angelo del Signore annunciò nel vespro, e il Verbo si fece morte, un’altra volta, nella tua morte; come si fa morte, ogni giorno, nella carne nuda del tuo popolo.
E si fece vita nuova Nella nostra vecchia chiesa!
Stiamo un’altra volta sul piede della testimonianza, San Romero d’America Pastore e Martire nostro! Romero della pace quasi impossibile su questa terra in guerra. Romero in fior violetto della speranza Incolume di tutto il continente. Romero della Pasqua Latinoamericana. Povero Pastore glorioso, assassinato a pagamento, a dollaro, a valuta. Come Gesù, per ordine dell’impero. Povero Pastore glorioso, abbandonato dai tuoi stessi fratelli del pastorale e di messa...! (Le curie non potevano comprenderti: nessuna sinagoga ben costituita può comprendere il Cristo).
I tuoi poveri si ti accompagnavano, in disperazione fedele pastore e gregge, allo stesso tempo, della tua missione profetica. Il popolo ti fece santo. La ora del tuo popolo ti consacrò nel Kairós. I poveri t’insegnarono a leggere il Vangelo.
Come un fratello ferito da tanta morte sorella, tu sapesti piangere, solo, nell’orto. Sapesti aver paura, come un uomo in combattimento Però sapesti dare alla tua parola, libera, il suo suono di campana!
E sapesti bere al doppio calice dell’altare e del popolo, con una sola mano consacrata al servizio. L’America Latina già ti ha posto nella sua gloria del Bernini nella spuma aureola dei suoi mari,
nel baldacchino arieggiato delle Ande vigili, nella canzone di tutte le sue strade, nel calvario nuovo di tutte le sue prigioni, di tutte le sue trincee,
di tutti i suoi altari... Nell’ara sicura del cuore insonne dei suoi figli!
San Romero d’America Pastore e Martire nostro: nessuno farà tacere la tua ultima omelia!
Ascoltiamo ancora la voce profetica di San Romero d’America:
“Sono stato frequentemente minacciato di morte. Devo dirvi che, come cristiano, non credo nella morte senza resurrezione. Se mi uccidono risorgerò nel popolo salvadoregno. Lo dico senza alcuna presunzione, con la più grande umiltà. Come pastore sono obbligato, per mandato divino, a dare la vita per quelli che amo, che sono tutti i salvadoregni, anche per quelli che mi assassineranno. Se giungeranno a compimento le minacce, già da ora offro a Dio il mio sangue per la redenzione e la resurrezione del Salvador. Il martirio è una grazia che non credo di meritare. Ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia seme di libertà e il segno che la speranza sarà presto una realtà. La mia morte, se è accettata da Dio, sia per la liberazione del mio popolo e una testimonianza di speranza nel futuro. Se arrivassero ad uccidermi, potete dire che perdono e benedico quelli che lo fanno. Chissà che si convincano che stanno perdendo il loro tempo. Un vescovo morirà, ma chiesa di Dio che il popolo, non perirà mai”.

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