Dal Chuang-Tzu

Chuang-tzu, a cura di L. Arena, Mondadori, Milano, 1998
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Capitolo X
Colui che ruba un amo viene punito, mentre colui che depreda uno stato viene investito signore feudale.

Capitolo XXII
Il saggio vive accanto alle creature, ma non le danneggia. Quanto a colui che non danneggia le creature, si può osservare che neppure le creature sono in grado, dal canto loro, di danneggiarlo. Soltanto colui che non arreca danno è in grado di unirsi agli altri uomini, in modo che ci si alimenti a vicenda e si riceva qualcosa gli uni dagli altri.

Capitolo XXVIII
Quando Tan-Fu, il grande re, viveva a Pin, la gente di Ti ne attaccò il territorio. Egli offrì loro pelli e sete, ma quelli non accettarono. Allora offrì loro cani e cavalli, ma quelli non accettarono. Infine, offrì loro perle e giada, ma quelli non accettarono. Ciò che la gente di Ti voleva era il suo territorio. Allora Tan-fu, il grande re, disse:
"Vivere insieme agli uomini in qualità di fratello maggiore e permettere che i fratelli minori siano uccisi, o vivere insieme agli uomini in qualità di padre e permettere che i figli siano uccisi: non posso sopportarlo. Voi tutti, restate diligentemente dove vi trovate! Che siate sudditi miei o della gente di Ti, che differenza fa? Ho sentito che non si dovrebbe fare uso dei proprio mezzi di sostentamento per danneggiare coloro di cui si provvede al sostentamento."
Così, prendendo il suo frustino come se si trattasse di bacchette per i pasti, se ne andò. Ma la sua gente, in gruppi che partivano di continuo, lo seguì; alla fine, venne persino fondato uno stato alle pendici del monte Ch'i.
Si può dire che Tan-fu, il grande re, fosse capace di onorare la vita. Chi è capace di onorare la vita, ancorché onorato e ricco, non permetterà ai mezzi di sostentamento di danneggiare la sua persona; ancorché povero e umile, non permetterà all'idea del profitto di vincolare il suo corpo. Tutti gli uomini dell'epoca attuale, invece, se occupano posizioni elevate e hanno conseguito titoli onorevoli, si preoccupano molto di perderli. Essi guardano al profitto, e prendono alla leggera la distruzione della propria persona. Come potrebbero non essere degli illusi?

Capitolo XXIX
Inoltre ho sentito dire che nell'antichità gli uccelli e gli animali erano tanti, mentre gli uomini erano pochi. Così, l'umanità intera si costruì dei nidi sugli alberi, per sfuggre agli animali. Di giorno, gli uomini raccoglievano ghiande e castagne; di sera, si arrampicavano sugli alberi per addormentarvisi. Per questo furono denominati 'la gente che si fabbricava i nidi'. Nell'antichità, la gente non sapeva nulla di vestiti da indossare. D'estate, si accumulavano grandi quantità di legname, che poi, d'inverno, venivano bruciate per scaldarsi. Per questo questi uomini furono denominati 'la gente che sapeva vivere'. All'epoca di Shen Nung, la gente si sdraiava, e se ne stava calma e tranquilla; si alzava e tirava avanti, senza grandi riflessioni. Gli esseri umani conoscevano le loro madri, ma non i loro padri; condividevano le stesse dimore dei cervi e degli alci. Aravano, e ne mangiavano; tessevano, e se ne vestivano. Non esisteva l'idea di doversi danneggiare a vicenda. Fu questa l'epoca della prosperità della perfezione individuale suprema.
Tuttavia, l'Imperatore Giallo non fu in grado di raggiungere questo tipo di perfezione individuale. Combatté contro Ch'ih Yu nella landa di Cho-lu, e il sangue si versò a fiotti, lungo centinaia di li. Quando Yao e Shun si posero al lavoro, istituirono un folto gruppo di ministri. T'ang esiliò il suo signore, e re Wu uccise Chou, che era il suo signore. Da questo momento in poi si ricorse alla forza per opprimere i deboli, e alle moltitudini, per far violenza alle minoranze.

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