La nonviolenza è il punto della tensione più profonda
del sovvertimento di una società inadeguata

Regole Base per l’Azione Nonviolenta:
12 punti per attuare un’azione nonviolenta
di Cinzia Nanni
Promosso da www.alon.it


1) la lotta nonviolenta diventa legittima solo dopo che tutti gli altri mezzi leciti (raccolta di firme, petizioni, manifestazioni, proclami, scioperi, ecc.) sono stati utilizzati,

2) non bisogna allargare l’obiettivo della lotta e non iniziare la lotta con i mezzi più radicali (c’è una scala graduale che prevede di partire col mezzo a “minor” impatto per la controparte per poi crescere in determinazione se questo non dà risultato),

3) bisogna sempre mettersi “nei panni dell’altro” per capire le motivazioni che portano la controparte al conflitto con l’obiettivo di riuscire a trovare punti di intesa con la controparte,

4) bisogna sempre ricercare un compromesso, in modo che entrambe le parti trovino soddisfazione dalla risoluzione del conflitto. La modalità da ricercare non è quella del IO VINCO-TU PERDI, ma IO VINCO-TU VINCI,

5) non si può però mai fare compromessi sul “cuore” del conflitto o su principi che ne stanno alla base. Questo punto quindi richiede una grande capacità di analisi e di scelta politica rispetto alle cose che sono “cuore” o “principi”,

6) la nonviolenza deve essere intesa come rispetto della dignità della controparte e non solo della sua vita. Il gruppo in questione dovrà astenersi da ogni forma organizzata di lotta volta a distruggere l'avversario o ad infliggergli, direttamente o indirettamente, delle sofferenze, ma anche non si dovrà agire in modo tale da mettere l'oppositore in una situazione di ansia e di paura in quanto in tale contesto l'avversario sarà più facilmente portato a ricorrere alla violenza,

7) anche le cose materiali vanno rispettate. In ogni caso se si decide di ricorrere al boicottaggio e poi al sabotaggio, l’obiettivo dell’azione deve essere mirato e non deve comportare pericolo per nessuno (se non per gli affari economici o politici della controparte),

8) bisogna sempre evitare la clandestinità e i segreti. L’azione nonviolenta deve essere pubblica, senza segreti o doppi fini. La controparte deve conoscere bene cosa vogliamo,

9) bisogna essere creativi e fantasiosi. Mai lasciare la mossa alla controparte, agire per primi in modo da costringere l’altro a “rincorrerci” sul nostro terreno. Più l’azione sarà innovativa, condotta in forme fantasiose e aggreganti, più la controparte sarà in difficoltà,

10) bisogna sempre predisporre un “programma costruttivo”, cioè una serie di cose o di realizzazioni che si vogliono fare in sostituzione delle cose che si contesta.
Da parte di chi agisce una modalità nonviolenta vi è sempre l’onere di presentare una proposta credibile e realizzabile delle cose che si vogliono fare,

11) è necessario ricordarsi e sapere che la nonviolenza, vissuta solo come una tecnica d’azione, non garantisce sulla bontà del fine. Si possono agire le metodologie nonviolente anche per scopi non giusti o non legittimi,

12) Addestramento. Una lotta nonviolenta richiede un'adeguata preparazione al metodo e alle tecniche nonviolente altrimenti il rischio di "farsi scappare di mano" l'azione, può diventare molto alto.


PER UN PERCORSO DI ADDESTRAMENTO E FORMAZIONE ALLA NONVIOLENZA

- Manuale per l'azione diretta nonviolenta, di Charles C. Wolker, ed. Movimento Nonviolento, 1982.
- Creatività per tutti, di Hubert Jaoui, ed. Franco Angeli, Milano 1993.
- Giochi Cooperativi, di Sigrid Loos, Edizioni Gruppo Abele (EGA), Torino 1989.
- La comunicazione ecologica, di Jerom Liss, ed. La Meridiana, Bari 1992.
- Le tecniche di animazione, di Martin Jelfs, Editrice LDC, Torino 1986.
- Gioco e dopogioco (con 48 giochi di relazione e comunicazione), di P.Marcato, C. del Guasta, M. Pernacchia, ed. La Meridiana, Bari 1995.
- Percorsi di Formazione alla nonviolenza, di AA.VV:, ed. Satyagraha, Torino 1992.
- Per uscire dalla violenza, di Jacques Semelin, EGA, Torino 1985.
- Politica dell'azione nonviolenta, Gene Sharp, vol I, II e III, edizioni EGA, Torino 1985–1986-1997.
- Teoria e pratica della nonviolenza, a cura di Giuliano Pontara, ed. Einaudi, Torino 1973.
- La difesa popolare nonviolenta: un'alternativa democratica alla difesa militare, raccolta di saggi a cura di Alberto Zangheri, EGA, Torino 1984.
- Addestramento alla nonviolenza, a cura di Alberto L'Abate, ed Satyagraha, Torino 1985.


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