Osservatorio Iraq
27 maggio 2010



Pronte in Europa azioni legali, se Israele attaccherà la Freedom Flotilla


Decine di organizzazioni della società civile internazionale sono pronte a portare in giudizio il governo israeliano se questo darà seguito alle sue minacce contro la cosiddetta Freedom Flotilla, la spedizione di nove navi che sta trasportando aiuti per la popolazione della Striscia.

Lo affermano fonti vicine ad ambienti giuridici europei, precisando che decine di avvocati ed attivisti che sostengono la causa palestinese hanno studiato le modalità per intentare azioni legali nel caso di un assalto israeliano contro le navi.

"Decine di avvocati si trovano tra le circa 800 persone, provenienti da 40 Paesi, presenti sulle navi dirette a Gaza. Fra loro, anche dei politici e dei parlamentari, europei e arabi", dicono le fonti.

Sono allo studio inoltre centinaia di cause contro Tel Aviv, a nome degli attivisti della Freedom Flotilla, nel caso in cui dovessero essere arrestati; così come Israele sarà perseguito nei tribunali di tutta Europa se dovesse praticare la pirateria in acque internazionali contro navi battenti bandiere europee.
  
Secondo il diritto internazionale, Israele non ha alcun diritto di opporsi alla Flotta, innanzitutto perché le navi che la compongono sono state registrate ufficialmente in Europa, in secondo luogo, perché non entreranno in acque territoriali israeliane, ma in quelle palestinesi. 

Pertanto ogni tentativo di ostacolare la Freedom Flotilla sarà considerato 'pirateria', di cui si dovrà occupare la giustizia internazionale". [O.S.]

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