Gaza, le autorità egiziane “bloccano” la Freedom March

Osservatorio Iraq, 28 dicembre 2009

Decine di attivisti internazionali che avrebbero dovuto prendere parte alla Gaza Freedom March sono stati bloccati nelle ultime ore dalla polizia egiziana al Cairo.

Oggi le forze di sicurezza hanno fermato un pullman diretto al valico di Rafah, al confine tra l’Egitto e il territorio palestinese, con a bordo 140 pacifisti italiani. Secondo Francesco Francescaglia, responsabile Esteri del PdCi, “i nostri connazionali al momento sono riusciti a raggiungere l'ambasciata italiana”, ma “la situazione è molto tesa e grave”.

In precedenza, ieri pomeriggio, le forze di sicurezza egiziane avevano fermato in un hotel di el-Arish una trentina di attivisti stranieri (tra cui spagnoli, francesi, britannici, greci, statunitensi e giapponesi) che erano in procinto di partire per la Striscia. Altre otto persone erano state fermate poche ore prima nella stazione degli autobus.

Sempre ieri la polizia egiziana aveva requisito diversi taxi e interrotto una manifestazione indetta dal comitato della Gaza Freedom March nei pressi dell’isola di Zamalek, al Cairo, per commemorare l’anniversario dell’attacco israeliano a Gaza.

La Gaza Freedom March è un corteo pacifico organizzato dall’associazione statunitense Code Pink con lo scopo di rompere l’assedio sulla Striscia - imposto da Israele e dall’Egitto - e attirare l’attenzione della comunità internazionale sulle sofferenze della popolazione palestinese.

Alla manifestazione, che partendo dall’Egitto intende raggiungere Gaza entro la fine dell’anno, hanno aderito circa 1400 attivisti provenienti da tutto il mondo.

Nei giorni scorsi le autorità egiziane avevano comunicato l’intenzione di vietare il corteo. “Qualsiasi tentativo di organizzare la Marcia sul suolo egiziano – si legge in una nota ufficiale inviata alle cancellerie di tutto il mondo - sarà considerata come una violazione di legge”.

Ciò nonostante, e anche nelle ultime ore, il comitato organizzatore internazionale ha ribadito l’intenzione di arrivare nella Striscia. Gli attivisti hanno chiesto la mediazione della Lega Araba e di diverse ambasciate straniere, e hanno presentato una richiesta diretta al presidente egiziano Hosni Mubarak.

A sostegno della Gaza Freedom March si sono già schierati importanti personalità internazionali, come la premio Nobel per la Pace Mairead Maguire, i registi Ken Loach, Oliver Stone e Aki Kaurismaki, il relatore speciale sui diritti umani dell'Onu John Dugard, l’attivista israeliano Jeff Halper, la giornalista Naomi Klein e intellettuali e scrittori come Gore Vidal, Noam Chomsky, Howard Zinn e Tariq Ali.

Tra gli italiani che hanno risposto all’appello vi sono il giornalista Alberto Negri, l’ex vice ministro degli Esteri Patrizia Sentinelli, padre Alex Zanotelli, l’attore Ascanio Celestini, gli europarlamentari Luisa Morgantini, Luigi De Magistris e Vittorio Agnoletto, il filosofo Gianni Vattimo e il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini.

[c.m.m.]