Gaza Freedom March, sciopero della fame contro il blocco dell’Egitto

Osservatorio Iraq, 29 dicembre 2009

Si moltiplicano al Cairo le manifestazioni dei circa 1400 attivisti internazionali della Gaza Freedom March, il corteo non violento organizzato dall’associazione statunitense Code Pink per chiedere la fine dell’assedio sulla Striscia.

In queste ore, decine di attivisti provenienti da 43 paesi stanno presidiando le sedi delle rispettive ambasciate per protestare contro il rifiuto del governo egiziano di consentire l'ingresso a Gaza della marcia.

I rappresentanti italiani - ripartiti tra Action for Peace e Forum Palestina - sono riuniti in assemblea permanente presso la sede dell’Ambasciata di Roma; qui hanno incontrato il primo segretario della legazione, cui hanno avanzato la proposta di far passare almeno una delegazione ristretta, in modo da fare arrivare a Gaza gli aiuti raccolti per la popolazione palestinese.

Intanto prosegue da ieri lo sciopero della fame di una decina di attivisti, fra cui l’85enne pacifista Usa Hedy Epstein, riuniti presso il sindacato dei giornalisti.

“E’ importante che la popolazione sotto assedio di Gaza sappia che non è sola. Voglio poter dire alla gente che incontrerò nelle strade di Gaza che rappresento molti nella mia città e negli Stati Uniti che sono indignati per le politiche adottate da Israele, Usa ed Europa nei confronti dei palestinesi e che siamo sempre di più a pensarla cosi”, ha dichiarato la Epstein, che nel 1939, a soli 14 anni, fu mandata in Inghilterra dai genitori per fuggire alla persecuzione nazista e che successivamente si è impegnata per la pace e la giustizia, abbracciando anche la causa palestinese.

Per la serata di oggi, infine, è prevista una protesta contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, atteso al Cairo per incontrare il presidente egiziano Hosni Mubarak e discutere delle trattative con Hamas in merito ad uno scambio di prigionieri e all’eventuale apertura dei confini.

Nei giorni scorsi le autorità egiziane avevano comunicato l’intenzione di vietare la marcia internazionale verso Gaza, facendo sapere che ogni tentativo di questo tipo sarebbe stato considerato “come una violazione di legge”.

Il proposito è stato applicato nelle ultime 48 ore, quando la polizia egiziana ha iniziato a requisire pullman e taxi prenotati dai manifestanti, impedendo loro di lasciare il Cairo.

[c.m.m.]