Gaza Freedom March, cento attivisti potranno entrare nella Striscia

Osservatorio Iraq, 30 dicembre 2009

Una piccola delegazione umanitaria della Gaza Freedom March (un centinaio di persone su circa 1400) partirà questa mattina dal Cairo alla volta della Striscia.

La rappresentanza, che sarà  composta da un massimo di due esponenti per ogni paese, avrà il compito di consegnare alla popolazione palestinese gli aiuti raccolti e potrà restare a Gaza fino al prossimo 2 gennaio.

L’accordo con le autorità egiziane è stato raggiunto al termine di faticose trattative. Secondo le indiscrezioni delle ultime ore, nel negoziato avrebbe giocato un ruolo importante anche la Mezzaluna Rossa e Suzanne Mubarak, la moglie del presidente egiziano Hosni.

La scelta di accettare la proposta dell’Egitto, che inizialmente aveva annunciato la decisione di vietare del tutto il passaggio della Gaza Freedom March sul proprio territorio, non è stata condivisa dall'intero movimento.

Secondo una parte consistente dei partecipanti alla protesta, la proposta del Cairo rappresenta solo un gesto simbolico e non può essere accettato. 

Per questa ragione, i manifestanti rimasti al Cairo hanno annunciato che continueranno a portare avanti la propria protesta contro il governo egiziano al fine di ottenere l'apertura completa del valico di Rafah.

Nei giorni scorsi decine di attivisti provenienti da 43 paesi hanno presidiato le sedi delle rispettive ambasciate in Egitto, mentre una decina di membri del comitato internazionale – tra cui l’85enne pacifista Usa Hedy Epstein – hanno avviato uno sciopero della fame.

[c.m.m.]