INFOPAL: Il Cairo

Amin Abu Rashed, presidente della delegazione della "Conferenza dei palestinesi d'Europa" all'interno della "Gaza Freedom March", ha dichiarato che centinaia di sostenitori del popolo palestinese provenienti da tutto il mondo, attualmente presenti nella capitale egiziana, sono determinati a entrare nella Striscia di Gaza, nonostante il divieto egiziano.
Abu Rashed, in un comunicato stampa, ha spiegato: "Circa duemila sostenitori europei sono arrivati al Cairo nei giorni scorsi, hanno noleggiato pullman che avrebbero dovuto trasportarli a al-Arish e poi nella Striscia di Gaza, lunedì 28, data del primo anniversario della guerra israeliana alla Striscia. Tuttavia, siamo rimasti sorpresi dal divieto imposto dalle autorità egiziane al transito degli autobus della delegazione. Ciò ha scatenato l'ira degli attivisti: circa 450 di loro, soprattutto francesi, hanno installato le tende di fronte all'ambasciata di Francia per chiedere di facilitare il loro arrivo a al-Arish e poi nella Striscia di Gaza. A questo gruppo si è aggiunto il resto dei sostenitori".
Abu Rashed ha sottolineato che la protesta continuerà finché gli attivisti non entreranno a Gaza: "Essi non hanno alcun problema con le autorità egiziane, vogliono solo entrare nella Striscia per esprimere la loro solidarietà con il milione e mezzo di palestinesi assediati per il quarto anno consecutivo".
Il capo della delegazione della Conferenza dei palestinesi in Europa ha poi affermato che le restrizioni imposte dalle autorità egiziane all'ingresso degli attivisti stranieri nella Striscia di Gaza "è una violazione dei principi fondamentali del diritto umanitario, che vieta le punizioni collettive". Egli ha rivolto un appello al presidente egiziano affinché permetta l'apertura permanente del valico di Rafah ai palestinesi gazawi e ai volontari provenienti da tutto il mondo.
Le associazioni e le organizzazioni internazionali che partecipano alla Gaza Freedom March avevano chiesto ufficialmente alle autorità egiziane il permesso di entrare nella Striscia in occasione del primo anniversario della guerra israeliana, e sono rimasti sorpresi dal rifiuto opposto in questi giorni dal governo del Cairo e dal dispiegamento massiccio di forze di sicurezza. 
"Tale decisione egiziana - ha concluso Abu Rashed - offre un'immagine negativa e un segnale sbagliato: l'Egitto partecipa attivamente all'assedio imposto sulla Striscia, e rafforza la morsa sulla popolazione di Gaza".
I sostenitori della questione palestinese avevano annunciato di voler iniziare il nuovo anno con una marcia di solidarietà con il popolo di Gaza, per rompere l'assedio, e allo stesso tempo, ricordare al mondo le vittime della guerra israeliana sulla Striscia di Gaza, iniziata il 27 dicembre del 2008. Un'aggressione che ha causato più di 6 mila vittime palestinesi, tra morti e i feriti.



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