Comunicato Stampa 23/12/2009
Associazione per la Pace

Lo scorso 20 dicembre 2009, il Ministero degli Esteri egiziano ha dichiarato che non sarà consentito ai partecipanti e alle partecipanti della Gaza Freedom March di attraversare il confine di Rafah, tra l’Egitto e Gaza, e dunque entrare nella Striscia per portare a termine la marcia di pace programmata per il 31/12/2009. Ciò significa impedire agli oltre 1300 partecipanti, provenienti da 42 diversi paesi, di prendere parte alla manifestazione di solidarietà con la martoriata popolazione di Gaza.

 

L’Associazione per la Pace, aderente alla delegazione italiana Action for Peace/ECCP Italy, è profondamente amareggiata per questa decisione, e tuttavia determinata a portare avanti ogni sforzo possibile per permettere che l’impegno di solidarietà lanciato, attraverso la Gaza Freedom March, alla popolazione palestinese faccia il suo corso. L’Associazione per la Pace continuerà a fare pressione e a lavorare affinché il 31 gennaio sia consentito agli attivisti internazionali l’ingresso nella Striscia di Gaza: un messaggio di pace e un gesto di solidarietà alla popolazione palestinese, così duramente colpita dall’operazione militare israeliana “Piombo Fuso” nel 2008 e tenuta permanentemente sotto assedio. Un modo per rompere simbolicamente l’assedio cui la Striscia di Gaza è costretta ormai da troppo tempo.

 

I rappresentanti del comitato organizzatore della marcia si trovano attualmente al Cairo, in Egitto, per portare avanti le comunicazioni con le autorità egiziane. A partire dal 26 dicembre arriveranno anche gli/le altri/e partecipanti. Impedire l’ingresso a Gaza rappresenterebbe un gravissimo passo indietro da parte del governo egiziano. In queste ore è stato lanciato un appello affinché la cittadinanza faccia pressione sulle autorità egiziane, chiedendo che l’accesso alla Striscia sia consentito: centinaia di fax, telefonate ed e-mail vengono trasmesse in questo momento alle Ambasciate Egiziane in Italia e nel mondo, perché il governo cambi la propria posizione.

 

Chiediamo quindi con forza che il Governo egiziano, che da sempre si esprime contro il feroce embargo imposto alla popolazione di Gaza, modifichi la sua posizione e lasci che il cammino della Gaza Freedom March faccia il suo corso.

 


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