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Scritto il 10/4/11

Il pianeta sta per scoppiare, Fukushima è l’ultimo avviso

Günter Grass, Premio Nobel per la Lettetura: dichiarazioni rilasciate ad Armgard Seegers, Kai-Heinrich e Klaus Strunz per l’intervista apparsa il 10 aprile 2011 su “Hamburger Abendblatt”

Fukushima ha cambiato il mondo, perché è successo qualcosa di diverso da quanto finora avevamo vissuto, saputo e presunto. Molti sono diventati solo ora consapevoli dei pericoli dell’energia atomica. E’ tema di conversazioni in ogni famiglia. Per i più anziani come me un’occasione di riflettere. Io divenni adulto dopo la fine della guerra. Il Reich aveva appena capitolato, ero ancora prigioniero degli americani, e caddero le prime bombe atomiche, e così finì la guerra col Giappone. Fu il mio primo “incontro” con la bomba atomica. Ero contro la bomba, ma a favore dell’uso pacifico dell’energia nucleare. Mi ci vollero anni per capire che uso militare e uso pacifico hanno qualcosa che li collega, e capire quale strappo della civiltà sia l’energia atomica.

A molti il pericolo fu chiaro già allora. Ma durante la guerra fredda la corsa agli armamenti, contro cui io mi espressi sempre, catturò più attenzione. Allora la Repubblica federale cominciò a costruire centrali atomiche, una vicino casa mia. La crescente dipendenza della politica dalle lobby è il marcio di tutta la storia. Anch’io ho protestato contro la crescente dipendenza del Parlamento dalle lobby. La crescente dipendenza della politica dalle lobby è il marcio di tutta la storia. Andrebbe creata un’area a loro vietata attorno ai parlamenti. Si deve porre limite al potere delle lobby. Si dovrebbe creare un’area vietata per i lobbysti attorno al parlamento, come per le dimostrazioni di protesta.

Il problema è che rinviando l’addio al nucleare, come il governo Merkel decise, molto prima di Fukushima, sono stati bloccati molti investimenti già avviati nelle energie rinnovabili. Senza quella decisione – ora rinnegata – di prolungamento d’uso delle centrali, potremmo essere molto più avanti. Il freno va smantellato. A causa di quella scelta adesso dobbiamo importare energia atomica dall’estero. Ma è insensato dire che se la Germania spegne tutti i reattori adesso va al blackout. Il cittadino deve impegnarsi. Pesa sulla mia generazione il pensiero della Repubblica di Weimar, che fallì tra l’altro perché non furono abbastanza i cittadini che s’impegnarono per difenderla. La democrazia va difesa ogni giorno. Vorrei fare il mio possibile per rafforzare il movimento antinucleare: ha bisogno di un respiro lungo. Quanto accade oggi in Giappone sparirà magari dalle prime pagine quando il pericolo immediato sembrerà venir meno. Ci sono politici che hanno fatto questo calcolo e puntano a successi promettendo moratorie».

L’atomo? Non c’è un solo tema prioritario. La fine delle risorse, la fine della crescita economica, la globalizzazione, la scarsità di acqua, tutto è ugualmente importante. Il pericolo è che nel prossimo futuro ci esploda in mano tutto insieme. Il caro-alimentari, che qui da noi colpisce poco, nel terzo mondo è tragedia esistenziale. Il mio timore peggiore è arrivare in futuro a una dittatura ambientale. Cioè dover vivere con decreti d’emergenza continui per salvare quel che resterà dell’ambiente. La catastrofe atomica in Giappone non può essere affrontata come fu con Chernobyl in Urss. E’ un assaggio del futuro che ci aspetta.

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