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06/04/2011

L'Ue condanna nuove costruzioni a Gerusalemme est

L'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, ha detto oggi di essere "profondamente delusa" per l'approvazione, da parte del governo israeliano, di un progetto riguardante l'allargamento del sobborgo ebraico di Gilo, insediamento nella parte est di Gerusalemme, il quale prevede la costruzione di 942 nuove unità abitative.

Tale progetto, monitorato con attenzione dall'Ue, unitamente agli altri piani edilizi previsti per il Monte Scopus, Har Homa C e Pisgat Zeev, costituirebbe, secondo il numero uno della diplomazia dell'Unione, un grave ostacolo al processo di pace in corso nell'area, e potrebbe inoltre "danneggiare ulteriormente il già fragile clima politico".

Secondo quanto affermato dalla rappresentante europea per gli Affari esteri, gli insediamenti israeliani in Cisgiorndania sono "illegali sulla base del diritto internazionale" e "indeboliscono la fiducia tra le parti". In particolare, il nuovo progetto di espansione a Gilo, prevedendo la costruzione di case ben oltre la linea verde stabilita nel 1967, quindi su un territorio palestinese occupato, "disattende i ripetuti e urgenti appelli della comunità internazionale a raggiungere una soluzione pacifica che preservi la sicurezza israeliana e realizzi il diritto palestinese ad un Stato".