MEMO – Infopal - 25/5/2018 - Le forze di occupazione israeliane hanno dispiegato un gran numero di soldati a Gerusalemme nel secondo venerdì del mese sacro musulmano del Ramadan. Un gran numero di palestinesi è arrivato ai posti di blocco militari che separavano le città palestinesi nella Cisgiordania occupata da Gerusalemme, mentre le forze di occupazione israeliane impediscono a migliaia di persone di raggiungere la Città Santa per pregare. Le forze di occupazione hanno rafforzato le misure di sicurezza ai posti di blocco militari agli ingressi di Gerusalemme e hanno impedito a molti palestinesi dalla Cisgiordania, dalla Striscia di Gaza e dalle città arabe di Israele di eseguire le preghiere del venerdì e del Tarawih (a tarda notte) ad Al-Aqsa e alla Cupola della Roccia. Le forze di occupazione israeliane sostengono che le severe misure imposte a Gerusalemme “mirano a garantire il diritto di culto dei musulmani”, quando invece continuano a proteggere i coloni durante il loro assalto quotidiano al sito sacro musulmano.


MEMO – Infopal - 25/5/2018 - Una pubblicità in un reparto maternità di uno dei migliori ospedali israeliani ha causato polemiche sui social media dopo aver mostrato un feto come futuro soldato israeliano, secondo la rivista +972. La pubblicità del Lis Maternity Hospital, parte dell’ospedale Ichilov di Tel Aviv, mostra un feto nell’utero che indossa un berretto militare e saluta, con una didascalia che recita: “Ricevuto il premio presidenziale di eccellenza, 2038”. Molti individui disturbati dalla pubblicità si sono rivolti ai social media per esprimere la loro paura nei confronti dei sentimenti militaristi sempre più incoraggiati nella società israeliana. Alcuni hanno anche sottolineato il fatto che Israele accusa regolarmente i palestinesi di dare alla luce “terroristi” e di educare i bambini ad odiare gli israeliani fin dalla giovane età, eppure è stato Israele ad incoraggiare gli spettatori ad associare una causa politica ad un figlio non ancora nato. Quando gli è stato chiesto di commentare, il portavoce dell’ospedale Ichilov, Avi Shoshan, ha affermato soltanto: “Questo è stato un unico annuncio pubblicato a Makor Rishon”. Tuttavia, nessuno dell’ospedale ha risposto alle critiche sulla natura dell’annuncio. Il pubblico israeliano ha recentemente visto un aumento del senso di nazionalismo, con un sondaggio che rivela che l’83% degli intervistati “appoggia fortemente” la politica di fuoco letale adottata dai soldati israeliani per trattare i manifestanti pacifici sul confine di Gaza, che ha provocato la morte di almeno 120 palestinesi che partecipavano alla Grande Marcia del Ritorno. Un sondaggio dello scorso anno ha anche rilevato che quasi due terzi degli israeliani erano più inclini a credere che la comunità internazionale fosse ostile nei loro confronti invece di pensare che la critica verso Israele fosse dovuta alle sue politiche. Un israeliano su quattro riteneva, inoltre, che il governo dovesse dare la priorità alla lotta contro il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) come parte della politica estera del Paese.

Il servizio militare è obbligatorio in Israele e coloro che parlano dei crimini dell’occupazione vengono perseguitati.

 

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