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 03/07/2020

 

NorthStream e Bundestag: i diktat della Germania ci portano a sbattere

di Giuseppe Masala

 

Al netto del Dictat di Karlsruhe il tema fondamentale in questi giorni sul fronte europeo è senza dubbio la vicenda della costruzione del nuovo gasdotto tra Russia e Germania e noto con il nome NorthStream2. Vale davvero la pena ripercorrere brevemente tutta la vicenda perchè davvero emblematica di ciò che l'Europa. 

- Nel 2007 (allora c'era il goveno presieduto da Prodi) l'Eni e la russa Gazprom firmano un memorandum per la realizzazione di un gasdotto che attraverso il mar nero e i balcani porti il gas russo in Italia (e dall'Italia in tutta l'Europa occidentale) bypassando i gasdotti ucraini. Questo per evitare i continui ricatti di Kiev. Si tratta di un ottima opportunità di guadagno per Eni e per l'Italia. 

- Dopo anni ed alterne vicende il progetto viene abbandonato nel 2014 a causa del boicottaggio della Tirannide europea che non voleva che l'Italia facesse affari con il "dittatore sanguinario" Putin. A porre la pietra tombale sul progetto fu la presunta invasione russa della Crimea del 2014. Sanzioni alla Russia e progetto definitivamente accantonato dal governo italiano all'epoca se non ricordo male presieduto da Renzi. 

- E qui si inseriscono i tedeschi che al posto del SouthStream propongono il raddoppio del gasdotto NorthStream cosicchè il gas che doveva arrivare dal mar nero venga veicolato attraverso il Baltico e raggiungere tutta Europa (naturalmente pagando ai tedeschi il transito). 

- Ovviamente l'Eu approva il progetto. Ciò che non si può fare per gli altri (fare affari con i russi) diventa fattibile per i tedeschi, a dimostrazione che la regola aurea che governa l'Eu è sempre la stessa: se i tedeschi si mangiano si fa, se i tedeschi non ci mangiano non si fa. 

- Il gasdotto NorthStream2 arriva quindi ai giorni nostri ormai completato al 90%. E qui si mettono in mezzo gli americani che impongono sanzioni alle aziende che lo stanno costruendo e stanno per imporne altre a Berlino. 

- Le ragioni degli Usa sono semplici: non si può prima pretendere di essere difesi dagli Usa contro i russi e poi fare affari con i russi come fanno i tedeschi. Ci sarebbe un "non detto" in relazione al ruolo giocato dai tedeschi nel colpo di stato nazista a Kiev. 

- Ora il Financial Times ci informa che la Merkel vorrebbe che l'Europa compatta rispondesse alle sanzioni Usa contro la Germania imponendo controsanzioni. Cosa che scatenerebbe la reazione Usa contro tutta l'Europa. 

Insoma, prima i tedeschi ci fregano l'affare (Northstream2 al posto di SouthStream) e ora pretenderebbero che per difendere NorthStream (da cui non ci guadagniamo nulla) sacrificassimo migliaia di aziende italiane che vivono di export verso gli Usa per difendere gli affari dei tedeschi. Viva l'Europa.

 

p.s. Solo un ultima cosa ai profeti "dell'io l'avevo detto" in relazione al voto del Bundestag di ieri sulla sentenza di Karlsruhe. Non è come dite voi (a parte il fatto che troppi non dicono nulla, hanno preso questa vicenda come una scommessa ai cavalli). La sentenza sta già dispiegando i suoi effetti: la Bundesbank in seno al Board della Bce ha acquisito di fatto un diritto di veto potendo minacciare legalmente l'uscita dai programmi Bce. Ciò demolisce il meccanismo decisionale della Bce creando un Dominus (la Bundesbank) e dei Minus (tutti gli altri). Questo avrà conseguenze. A breve, molto a breve.

 

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