https://www.huffingtonpost.it/

20/01/2020

 

Il Governo non risponde alla piazza, ancora proteste e disordini a Baghdad

 

Scontri tra manifestanti e polizia, il Governo autorizza la polizia ad arrestare i manifestanti. Condanna dell'Onu

 

Si intensificano le proteste anti-governative a Baghdad e in diverse città meridionali irachene. Ci sono manifestazioni nei governatorati di al-Muthanna, Wasit, Diwaniyah, Bassora e Dhi Qar. I manifestanti hanno bloccato le strade in diverse città tra le quali Baghdad, intensificando la loro battaglia per chiedere un cambiamento a livello politico, un nuovo primo ministro e anche la riforma elettorale. Scaduto il termine concesso al governo per rispondere alle loro domande. Tra le richieste rimaste inevase, la formazione di un governo ad interim, elezioni anticipate e un’indagine che facesse luce sull’uccisione di manifestanti.

Secondo l’agenzia di stampa irachena, diverse persone sono state arrestate perchè avevano tentato di bloccare la strada di Mohamed al-Qasim, che collega la parte meridionale e settentrionale di Baghdad. I manifestanti hanno anche bloccato e installato tende sulla strada principale tra Baghdad e Nassiriya, un’altra delle grandi città del Paese. Chiusa anche l’autostrada che collega al-Diwaniyah ad altre province e, secondo al-Arabiya, anche le strade principali nella città di Kut del governatorato di al-Wasit, che confina con l’Iran. A Najaf, i manifestanti hanno bruciato immagini del generale iraniano Qassem Soleimani e hanno strappato poster di Abu Mahdi al-Muhandis, l’ex leader delle forze di mobilitazione popolari irachene, Hashd al-Shaabi, il cartello delle milizie irachene per lo più sciite e controllate dall’Iran.

Di fronte all’escalation della tensione in Iraq, il governo ha autorizzato le forze di sicurezza ad arrestare i manifestanti che blocchino strade e l’ingresso agli edici governativi. Lo ha deciso il Consiglio di Sicurezza nazionale. “Le forze di sicurezza hanno il mandato di arrestare coloro che tagliano strade, bruciano pneumatici o chiudono dipartimenti governativi”, ha detto all’agenzia di stampa irachena il portavoce del comandante in capo delle forze armate, il maggiore generale Abdul Karim Khalaf. Lo riporta Sky News Arab. Intanto le autorità irachene hanno annunciato che sono rimasti feriti almeno 14 uomini delle forze di sicurezza negli scontri delle ultime ore. Nella tarda serata di domenica i manifestanti hanno cominciato a isolare strade e ponti nella capitale e nel sud del Paese, appiccando il fuoco a pneumatici e innalzando barricate. Oggi hanno cercato di fare lo stesso, ma le forze di sicurezza stanno reagendo.

Il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Iraq, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha definito “inaccettabile” l’uso della forza contro i manifestanti pacifici e ha rinnovato la richiesta di riforme, esprimendo preoccupazione sulla violazione dei diritti umani. Importante, ha aggiunto in una nota, trovare il modo di rispondere alle richieste del popolo iracheno.

“Negli ultimi mesi, centinaia di migliaia di iracheni di ogni estrazione sociale sono scesi in piazza per esprimere le loro speranze di tempi migliori, liberi da corruzione, interessi di parte e interferenze straniere. L’uccisione e le lesioni di manifestanti pacifici, combinati con lunghi anni di promesse non consegnate, hanno provocato una grave crisi di fiducia”, ha detto Hennis-Plasschaert. 

 

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