Padroni della Guerra
Bob Dylan

Venite padroni della guerra

voi che costruite i grossi cannoni

voi che costruite gli aeroplani di morte

voi che costruite tutte le bombe

voi che vi nascondete dietro i muri

voi che vi nascondete dietro le scrivanie

voglio solo che sappiate che posso vedere attraverso le vostre maschere

Voi che non avete mai fatto nulla se non costruire per distruggere

voi giocate con il mio mondo come se fosse il vostro piccolo giocattolo

voi mettete un fucile nella mia mano

e vi nascondete dai miei occhi

e vi voltate e correte lontano quando volano le veloci pallottole

Come Giuda dei tempi antichi voi mentite e ingannate una guerra mondiale può essere vinta

voi volete che io creda ma io vedo attraverso i vostri occhi e

vedo attraverso il vostro cervello

come vedo attraverso l'acqua che scorre giù nella fogna

Voi caricate le armi che altri dovranno sparare e poi vi sedete e guardate mentre il conto dei morti sale

voi vi nascondete nei vostri palazzi mentre il sangue dei giovani scorre dai loro corpi e viene sepolto nel fango

Avete causato la peggior paura che mai possa spargersi

paura di portare figli in questo mondo poiché minacciate il mio bambino non nato e senza nome

voi non valete il sangue che scorre nelle vostre vene.

Che cosa sono io per parlare quando non è il mio turno?

Direte che sono giovane direte che non ne so abbastanza.

Ma c'è una cosa che so anche se sono più giovane di voi:

so che perfino Gesù non perdonerebbe quello che fate

Voglio farvi una domanda: il vostro denaro vale così tanto vi comprerà il perdono pensate che potrebbe?

Io penso che scoprirete quando la morte esigerà il pedaggio che tutti i soldi che avete accumulato non serviranno a ricomprarvi l'anima

E spero che moriate e che la vostra morte giunga presto seguirò la vostra bara in un pallido pomeriggio

e guarderò mentre vi calano giù nella fossa e starò sulla vostra tomba

finché non sarò sicuro che siate morti.

haaretz.com
24.06.12

Seriously? You don’t believe we’re on the Eve of Destruction?
By Chemi Shalev

Between the Four Horsemen and the Whore of Babylon, developments in the Middle East are fuelling speculation about an impending Doomsday and an Apocalypse soon. Rightly so. After a hiatus of three or four decades, I recently found myself humming the tune of the 1965 blockbuster protest song, Eve of Destruction. Though the famous lyrics deal with baby-boomer American memories, including the war in Vietnam and the fight for civil rights, they suddenly sounded very 2012-current to me. “The Eastern world, it is explodin’” seems like a pretty solid prognosis of the shape of...

La Vigilia della Distruzione
Barry McGuire

L’Est del mondo, quello sta esplodendo,


la violenza dilaga, i colpi sono in canna.


Sei grande abbastanza per uccidere, ma non per votare.
 (2)

Non credi nella guerra – ma cos’è quell’arma che imbracci?


E perfino sul fiume Giordano ci sono corpi che galleggiano. (3)



Ma tu mi dici, 
ancora e ancora e ancora, amico mio,


ah, che tu non credi 
che siamo alla vigilia 
della distruzione.



Non capisci quello che sto cercando di dire?


E non senti le paure che sento io?


Se qualcuno schiaccia il bottone, non ci sarà scampo, 


non si salverà nessuno, il mondo diventerà una tomba.
 (4)

Guardati intorno, ragazzo, ce n’è abbastanza da farti paura, ragazzo.



E tu mi dici, 
ancora e ancora e ancora, amico mio


ah, che tu non credi 
che siamo alla vigilia 
della distruzione.



Sì, il mio sangue impazzisce, sembra volersi coagulare,


sono seduto qui e non faccio altro che contemplare.


Non posso cambiare la verità, la verità non ha regole.


Un piccolo numero di senatori non fa passare la nuova legge (5)

e le marce, da sole, non possono portare all’integrazione razziale.

Mentre il rispetto umano si va disintegrando,


tutto questo pazzo mondo è troppo, troppo frustrante.



E tu mi dici, 
ancora e ancora e ancora, amico mio,


ah, che non credi 
che siamo alla vigilia 
della distruzione.



Pensa a tutto l’odio che c’è nella Cina Rossa, 
 (6)

poi dai un’occhiata al piccolo paese di Selma, in Alabama.


Be’, puoi andartene e viaggiare quattro giorni nello spazio,


ma quando ritorni, è lo stesso posto di sempre. 
 (7)

Il rullo dei tamburi, l’orgoglio e il disonore.


Puoi seppellire i tuoi morti, ma non lasciare traccia. 


Odia il tuo vicino, ma non dimenticare di dire le preghiere.


E tu mi dici, 
ancora e ancora e ancora, amico mio,


che non credi 
che siamo alla vigilia 
della distruzione.


Mm, no, no, tu non credi 
che siamo alla vigilia 
della distruzione.

NOTE AL TESTO

di Alberto Truffi, da Musica e Memoria

(1) Si riferisce alle situazioni di crisi in Vietnam, Indonesia e al contenzioso tra la Cina comunista e la Cina nazionalista (Taiwan) allora appoggiata dagli USA

(2) In USA nel 1966 l'età minima per votare era di 21 anni (sarà ridotta a 18 nel 1971, in Italia questo avverrà nel 1974), mentre l'età per il servizio di leva era di 18 anni. Inoltre, il servizio militare era obbligatorio e questo rendeva particolarmente critica la situazione in Vietnam: qualsiasi ragazzo in età di leva poteva trovarsi spedito in zona di guerra, ed era un conflitto duro con molti morti all'anno (saranno quasi 60.000 dalla parte americana alla fine della guerra nel 1975).

(3) Si riferisce ai continui scontri tra arabi e israeliani, il fiume Giordano era il confine di Israele. La guerra più cruenta arriverà effettivamente un anno dopo ("guerra dei sei giorni") con una netta vittoria israeliana e l'annessione dei territori (est del Giordano, Sinai) tuttora contestati.

(4) E' evidentemente il bottone del centro di controllo a disposizione dei presidenti USA e URSS per dare il via alla guerra termonucleare globale, legittimo incubo degli anni della "guerra fredda" e della contrapposizione tra le due super-potenze.

(5) In USA erano anni di rivendicazione della parità tra le razze, messa in discussione dalla legislazione di molti stati del Sud (Alabama, citato nel seguito, in testa), condotte con marce pacifiche, guidate da grandi leader neri come Marthin Luther King (che sarà assassinato due anni dopo), come quella celebre dell'agosto del 1963, nella quale King pronunciò il suo storico discorso « I Have A Dream ».

(6) La Cina comunista, guidata allora dal presidente Mao Zedong (o Mao Tse Tung, nella grafia al tempo utilizzata) era uno stato non integrato nelle organizzazioni internazionali (non aveva neanche un seggio all'ONU) per la opposizione degli USA, ma si era già dotata dell'arma nucleare, e aveva una politica estera in contrasto sia con gli USA sia con l'URSS, dalla quale la dividevano dispute ideologiche e competizione di potere nel campo comunista, sia con l'India, con la quale la disputa verteva sul controllo di zone di confine in Tibet.

(7) Erano gli anni delle imprese spaziali, limitate per ora a voli orbitali attorno alla terra e ad esplorazioni nello spazio con sonde automatiche. Nel 1966 le navicelle spaziali USA erano quelle del programma Gemini, che potevano ospitare due astronauti e con le quali la NASA fece un totale di 10 missioni. Le missioni che la Gemini poteva consentire erano anche più lunghe di quattro giorni (Gemini 7, dicembre 1965, astronauti Borman e Lovell, 207 orbite in 13 giorni di missione). Tre anni dopo il programma Apollo avrebbe portato l'uomo sulla Luna
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