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18 ottobre 2011

Le lacrime del 15 ottobre

Beatrice.

Ho 17 anni , ne compio 18 il 30 novembre, vivo nella periferia di Roma a Torre Gaia, vicino all'Universita` di Torvergata e sto frequentando il quinto anno di liceo classico al liceo Statale I. Kant

Perchè sei indignata?

Perche`non mi sento tutelata da uno Stato che dovrebbe sostenere i cittadini, da un governo che dovrebbe curarsi di noi e non dei suoi interessi, da una società fallimentare e perchè non vedo futuro davanti a me ma solo un vuoto che cattura ogni mio progetto o sogno.

Cosa pensavi prima di andare alla manifestazione quella mattina?

Era un sabato e quindi sono andata a scuola, una volta uscita sono andata a prendere mia cugina abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo dirette con i mezzi pubblici a Termini. Ero piena di belle aspettative per la manifestazione del pomeriggio, sapevo che sarebbe stata enorme e speravo di far sentire la mia voce, presentivo però che qualcosa potesse andare storto

Nella foto piangi…

Per la delusione e lo spavento : in quel momento avevo realizzato che una manifestazione di centinaia di migliaia di persone il giorno seguente sarebbe stata dimenticata a causa di poche centinaia di ragazzi strumentalizzati, nello stesso tempo ero spaventata perche` sono passata in un attimo da una situazione allegra, con musica e manifestanti tranquilli al caos, gente che correva ovunque, forti rumori, scontri, lacrimogeni e bidoni in fiamme.

“Movimenti”, “politica”, Beatrice, cosa sono?

Dando per presupposto l'evidente esistenza in questo mondo di un "alto" e un "basso" diciamo che la politica e` qualcosa che parte dall'alto e che ormai non si preoccupa più dell'individuo come persona ma solo dell'individuo in quanto voto, è falsa, è poco credibile perché tradisce un attimo dopo, mentre un movimento e` qualcosa più viscerale, più aderente alle persone, radicato, impulsivo, spontaneo e quindi più vero, all'interno del quale le persone sono individui e non numeri.

Come vedi il tuo futuro? quali sono i tuoi progetti?

Non ne ho, e mi spavento per questo, mi capita spesso di discuterne con mio fratello che e` al secondo anno di fisica e che dice che e` costretto a studiare non per reale scelta ma per posticipare una decisione che non e` in grado di prendere in quanto appunto il futuro, così come ce lo stanno prefigurando, è una lotteria, e` imperscrutabile per dei ragazzi come noi. Senza paracadute.

Perché un ragazzo non crede nella politica? non pensi che la cosa più "utile" sarebbe prendervela in carico la politica?

Perché ci sentiamo derisi, presi in giro, trattati come bambini ai quali vengono tolti i risparmi di una vita in cambio di una caramella o del digitale terrestre gratuito, perché` ci esprimiamo democraticamente e il nostro voto viene traviato, ingannato, raggirato, perché in linea di massima non ci assomigliano ed e` per questo che, non sarebbe il caso, ma dobbiamo prendercela in carico. Non soltanto noi ma anche le generazioni future, con ricambi brevi. Come si può pretendere da uno come Berlusconi, o da chi governa e ha la sua età, ed e` al tramonto della sua vita di preoccuparsi di chi la sta appena iniziando? Non puo`, non ne e` capace, non e` nel suo interesse... non lo fara` mai.

Qual è la prima cosa che il prossimo governo, caduto Berlusconi, dovrebbe fare?

Dare spazio ai giovani, nel modo in cui ho detto sopra, fiducia. Investire nel futuro, perché solo chi ha la vita davanti e ha in mano il suo destino può cambiare le cose. Se invece il destino è in mano ad altri e ci viene negato l’accesso alle decisioni non cambierà nulla. Se già un governo provasse a fare questo non sarebbe male .

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