http://www.unita.it
30 luglio 2011

Sfilano in silenzio, i No Tav e lanciano fiori ai poliziotti

La tensione della vigilia si stempera un po' alla volta nei boschi della Val Susa: la nuova manifestazione contro la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, temuta dopo giorni di disordini e scontri con le forze dell'ordine, si svolge in modo del tutto pacifico. Sfilano in silenzio, i No Tav, davanti all'area del cantiere e lanciano fiori ai poliziotti: è questa l'immagine più simbolica della giornata. Il corteo, aperto dallo striscione 'No Tav - Fuori le truppe' con i personaggi Asterix e Obelix che indossano una maschera antigas, parte alle 14,45 da Giaglione per raggiungere la centrale di Chiomonte.

Ci sono molti valligiani, famiglie con bambini e anziani, rappresentanti dei comitati del terremoto dell'Aquila, giovani veneti, romani e francesi, un gruppo di ex alpini. E, tra i sentieri, anche una banda musicale che improvvisa le note di 'Bella ciao'. Mancano invece, per la prima volta, i sindaci della Val Susa e il presidente della Comunità Montana Sandro Plano, con il loro striscione contro la realizzazione dell'opera. Solo sei partecipano a titolo personale alla marcia. In tutto diecimila persone secondo gli organizzatori che ringraziano «chi ha gufato contro la manifestazione»; quattromila, fra i quali trecento antagonisti, secondo la Questura di Torino.

«Mi pare che già oggi il segnale che viene dai sindaci della Val di Susa, che hanno preso la distanze dai violenti sia importante», commenta il ministro dell'Interno Roberto Maroni che aveva parlato di «giornata clou» e ha seguito la manifestazione in stretto contatto con il questore e il prefetto. Anche per il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, «è importante la presa di distanza dei sindaci dai violenti». «Noi siamo pronti e determinati - afferma Maroni - per garantire la legalità e contrasteremo, come abbiamo fatto, ogni forma di violenza. Abbiamo già in mente nuove misure, il cantiere andrà avanti sotto la tutela delle forze dell'ordine».

Non si vedono nel corteo incappucciati, bastoni, né maschere. Sono gli stessi militanti del movimento a organizzare il servizio d'ordine vicino alle reti del cantiere e a impedire ogni tipo di contatto: per la prima volta sono loro a tenere a bada 'i cattivi' e non i poliziotti. Per precauzione, comunque, prima dell'inizio della manifestazione viene chiusa l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia nel tratto tra Oulx e Susa, in direzione Torino. Un elicottero dei carabinieri sorvola la valle. Ma tutto, almeno per un giorno, fila liscio. Dicono le vecchiette che passano vicino al cantiere: «oggi dobbiamo essere tutti bravi».

«Lo abbiamo detto subito: oggi non saranno necessari le maschere antigas né i caschi - commentano con soddisfazione i leader del movimento No Tav - e così è stato. Siamo noi ad aver deciso così, il senso della giornata di oggi è un altro. Domani smantelleremo il campeggio e comincerà un presidio permanente della valle che proseguirà fino a settembre-ottobre». Con un avvertimento chiaro: «quando apriranno il cantiere vero e proprio di Clarea, noi saremo là».

top