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Mer, 20/04/2011

Vittoria
di Luca Bonaccorsi

NUCLEARE. Si sono abrogati da soli, questi nostri geniali governanti nuclearisti. Tanta era la paura di ricevere un sonoro calcio dagli italiani, che ci hanno regalato la partita a tavolino.

Si sono abrogati da soli, questi nostri geniali governanti nuclearisti. Tanta era la paura di ricevere un sonoro calcio dagli italiani, che ci hanno regalato la partita a tavolino. Eppure la macchina della propaganda governativa aveva dispiegato il dispiegabile. Agli annali di blob affidiamo puntate indimenticabili di Vespa (con il plastico!) che tira la volata a Romani su Rai 1, ogni sera durante la tragedia di Fukushima.
 
Chi potrà scordare quelle puntate di Porta a Porta in cui il ministro dello Sviluppo ci spiegava quanto fosse più pericoloso l’idroelettrico? Quelle perle di ragionevolezza per noi femminucce che ci “emozionavamo” per i morti giapponesi. E chissà cosa penseranno quei nostri imprenditori, così maschi anche loro, che avevano sposato la causa nuclearista con impeto dannunziano.
Bene bene. Il nucleare in cantina quindi. Complimenti al governo? In fondo chi cambia idea e ammette un errore (in Italia ne troverete pochissimi da destra a sinistra) va lodato e ringraziato. Solo pericolosissimi cretini sostengono di non aver sbagliato mai nella vita. Allora complimenti sì, ma con calma. Facciamo tre sole considerazioni.
 
La prima. Questo è un governo bugiardo, e quindi non danzeremo al nostro futuro liberato dalle radiazioni finchè le norme saranno convincenti dal punto di vista legale. E ora non lo sono.
 
La seconda è che la mobilitazione referendaria è un patrimonio da non sciupare, una folata di vento da non perdere. Ora il governo deve tornare a parlare di rinnovabili. Il ministro Romani deve ritirare il decreto “ammazzasole” che ha messo in crisi il settore del fotovoltaico italiano. La reazione a quella norma, tra l’altro, ha insegnato a tutti che quello del solare è un settore industriale maturo. È riuscito addirittura a unire i metalmeccanici di tutte le sigle in sciopero (alla faccia di Bonanni e Angeletti). In Parlamento c’è una legge di iniziativa popolare sulle rinnovabili: compagno Fini, Cavaliere denuclearizzato, ne parliamo?
 
La terza riguarda gli altri quesiti referendari, sull’acqua pubblica e il legittimo impedimento. È vitale che i movimenti referendari, i partiti, le associazioni, noi tutti, non molliamo la presa. Perchè la ritirata “tattica” del governo non diventi il colpo ferale “al quorum”.
 
P.s.
Qualcuno si è accorto che allo Tsunami giapponese hanno resistito le pale eoliche offshore (7 pale a largo di Kamisu, producono circa 14 MW)? Hanno aiutato Tokio a non rimanere al buio dopo gli incidenti alle centrali nucleari. Capito ministro Romani?

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