Harvey Wasserman, “Fukushima è una minaccia apocalittica: azione globale, ora!”, dal sito “Common Dreams”, www.commondreams.org. Wasserman è consulente di Greenpeace Usa e del Nuclear Information & Resource Service; scrive regolarmente per www.freepress.org. Questo intervento è stato rilanciato il 20 maggio da “Megachip”, www.megachip.info


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Scritto il 22/5/11

Incubo Fukushima: sempre peggio, ma ora il mondo tace

Fukushima potrebbe essere in una spirale senza fine. Non affidatevi al sonno dei media ufficiali che assicurano il contrario o che non ne parlano affatto. Radiazioni letali continuano a fuoriuscire senza freni. I livelli delle emissioni potrebbero gravemente aumentare. Non se ne vede la fine. La loro portata è di gran lunga peggiore di Chernobyl. Arginare il disastro potrebbe essere al di sopra delle possibilità della Tokyo Electric o del governo giapponese. Non vi è ragione per correre ulteriori rischi. Con tutti i mezzi necessari, è tempo che i migliori scienziati e ingegneri del mondo intervengano. Persino così facendo, i risultati sarebbero ignoti.

Per un breve ma terrificante resoconto, vedere l’intervista al dottor Chris Busby su “Rt/T”: le unità 1, 2 e 3 di Fukushima si trovano tutte in vari stadi di melt down. La fusione all’unità 1 potrebbe essere avvenuta nel contenitore di pressione del reattore, con l’acqua di raffreddamento fuoriuscita dal fondo. Una crescente quantità di liquido radioattivo sta ammorbidendo il terreno e riversandosi nell’oceano. Non vi è modo di prevedere dove andrà a finire questa enorme quantità di gas di fusione. Specialmente nel caso di ricadute, potrebbero verificarsi esplosioni di vapori e idrogeno residui dei contenimenti.

Il plutonio in eccesso nel Mox all’unità 3 è un ulteriore inconveniente. C’è stato almeno un incendio in una vasca di contenimento. Sul posto si sono verificate almeno due esplosioni di idrogeno. Alcuni ritengono che ci possa essere stata un’esplosione di fissione. Ciò ha indebolito le strutture e i sistemi di sicurezza del reattore. Questi eventi e il cedimento del terreno potrebbero spiegare perché l’unità 4 è parzialmente sprofondata e si sta inclinando, probabilmente sull’orlo di un crollo. Anche un evento di dimensioni ridotte potrebbe significare la catastrofe. Sono probabili altre esplosioni. Le fuoriuscite sono praticamente certe. L’aumento dei livelli di radiazioni da ognuno dei reattori obbligherebbe tutti i tecnici ad evacuare, lasciando l’intera centrale al suo destino.

Il “New York Times” ha riportato che i gravi malfunzionamenti delle valvole di sicurezza che hanno contribuito al disastro di Fukushima sono possibili anche in numerosi reattori negli Stati Uniti. Quantità di residui radioattivi sono state rilevate a centinaia di chilometri dalla centrale. I livelli delle radiazioni sono aumentati a Tokyo, a circa 250 chilometri da Fukushima. Il fallout radioattivo è stato rilevato in Nord America e in tutta Europa. Lo sversamento radioattivo in mare ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo. Ma c’è dell’altro, e non è positivo. Il Giappone e la Germania hanno avuto il buon senso di abbandonare la costruzione di nuove centrali, e di chiuderne alcune già esistenti. E qui è iniziato il blackout mediatico.

“Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” sembra essere la strategia di un’industria bisognosa di finanziamenti statali per il mantenimento di una flotta sgangherata di vecchi reattori decadenti. L’amministrazione Obama ha sospeso il monitoraggio delle radiazioni sulla fauna marina del Pacifico. Quindi non fornisce più dati radiologici e sanitari affidabili sul fallout che raggiunge gli Stati Uniti. Eppure potremmo trovarci in un pericolo senza precedenti. Un movimento nazionale si sta mobilitando contro le scorie nucleari e per la conversione alle energie alternative. Adesso dobbiamo portare TUTTI i governi del mondo a rompere gli indugi affinché ci si concentri su come rimettere Fukushima sotto controllo.

Dopo due mesi di strenui tentativi, quattro reattori e almeno altrettante vasche di contenimento restano a rischio. Bloccare le emissioni di Fukushima prima che ci irradino tutti è indispensabile alla nostra sopravvivenza. La comunità internazionale ha unito le forze quando si è dovuto riunchiudere Chernobyl in un sarcofago. Ora su Fukushima è necessario un impegno ancora maggiore. Di qualunque risorsa tecnica, scientifica e materiale disponiamo, bisogna che vada laggiù. ORA!!!

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