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il 03/8/11

Fukushima, radiazioni record: peste nucleare a orologeria

Come volevasi dimostrare: i reattori “impazziti” della centrale nucleare di Fukushima stanno dando il peggio di sé a quasi cinque mesi di distanza dalla doppia tragedia dell’11 marzo, terremoto e tsunami, che ha messo in ginocchio il Giappone costringendo il mondo a interrogarsi ancora una volta sul problema della “impossibile” sicurezza atomica. A smentire i minimizzatori, che negavano l’evidente incapacità di Tokyo di fronte all’emergenza e la pericolosità a lungo termine dell’impianto, capace di contaminare il resto del mondo attraverso l’atmosfera, è ora la cronaca: radiazioni-record, superiori ai 10.000 millisievert l’ora, sono state riscontrate nell’area fra i reattori 1 e 2. Il mostro è tutt’altro che domato e, da allora, probabilmente, non ha mai cessato di minacciare il pianeta.

Mentre si ripetono le surreali rassicurazioni della società energetica Tepco, che a marzo ritardò la diffusione di informazioni-chiave mettendo in pericolo la popolazione, gli autorevoli esperti consultati dall’agenzia di stampa nipponica “Kyodo” sostengono che la fuoriuscita radioattiva abbia ormai raggiunto «livelli estremamente pericolosi per l’uomo». Il massimo delle radiazioni è stato accertato nei pressi di un condotto d’aerazione, attraverso il quale erano stati fatti fuoriuscire i vapori formatisi dentro l’impianto, nel tentativo di farne calare la pressione. Le autorità giapponesi hanno completamente «isolato» l’area colpita da emissioni letali, ma la Tepco – denunciata persino dal Codacons della Liguria per rilevazioni che hanno riscontrato un anomalo tasso di radioattività sulla riviera ligure dopo l’incidente in Giappone – continua minimizzare, sostenendo che il combustibile fuoriuscito dal reattore 1 potrebbe essersi raccolto nel condotto durante le prime ventilazioni dall’esterno eseguite in seguito al disastro.

Il ministero dell’agricoltura di Tokyo ha disposto accertamenti speciali sul raccolto del riso, di cui potrebbe essere bloccata la vendita, con disastrose conseguenze economiche. Esami a tappeto anche sul grano, mentre i consumatori non si fidano più neppure della carne bovina, dopo il bando imposto agli allevamenti delle prefetture di Fukushima e Miyagi in seguito alla scoperta di tracce di cesio nelle carni. Mentre i giapponesi scendono in piazza per chiedere inutilmente la fine dell’era nucleare, Tokyo annuncia di voler erigere una “muraglia” per evitare che l’acqua contaminata finisca in mare. E spera di riuscire a raggiungere entro il gennaio 2012 “l’arresto a freddo” dei reattori danneggiati: che nel frattempo continuano a suscitare allarme, senza che sia possibile verificare a fondo la reale gravità della situazione.

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