Associazione per la Pace
15/03/2012

Siria: Le armi devono tacere

L’intera popolazione del vicino e medioriente  soffre continue violazioni dei diritti umani da molti anni nella quasi totale condiscendenza dei loro alleati occidentali e orientali. 

Arabia Saudita, Bahrain, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Libano, Kuwait, Iran, Iraq, Oman,  Qatar, Siria, Turchia ,Yemen.  Nessuno di questi paesi può vantare l’osservanza dei diritti umani  universali. La pratica della repressione è un fenomeno di tutti i regimi mediorientali la Siria non è un'eccezione. Tuttavia, i paesi occidentali non difendono i diritti umani violati, ma solo i loro interessi geopolitici, basta vedere ciò che si permette di fare ad Israele, che non solo reprime e uccide ma porta avanti una politica di colonizzazione e appropriazione di terre palestinesi nell'acquiescenza e complicità internazionale.

Oggi il governo siriano tenta di soffocare la legittima rivendicazione della libertà dei suoi cittadini nel sangue. I gruppi armati cercano di affrontare l’esercito. Gli alleati del governo siriano sono pronti ad aiutare il loro alleato e i governi ostili al regime siriano si preparano ad intervenire militarmente e/o armare l’opposizione. Il paese scivola irreparabilmente verso una guerra civile, compromettendo qualsiasi soluzione diplomatica. Le opposizioni laiche e democratiche vengono schiacciate dal confronto armato. La ribellione pacifica popolare, cominciata un anno fa, rischia di essere dirottate verso un confronto fratricida.

La Siria si trova nel vortice dei giochi di potere globale e regionale e cosi come l' Iraq e la Libia   diventa l’arena di confronto tra gli interessi geopolitici. 

I potenti della terra si sentono autorizzati di decidere la sorte della Siria. Per qualsiasi tentativo di mediazione, finora, sono state messe precondizioni insormontabili. E sono proprio  i peggiori tiranni del Medioriente che rifiutano un cessate il fuoco e  l’apertura di negoziati.

Ancora una volte sulle spalle di un popolo, questa volta quello siriano, si consumano i giochi politici e si determina il loro futuro.

 La popolazione inerme sta lasciando le zone di guerra, ingrossando le file dei profughi e degli  sfollati e  corre il serio pericolo di essere testimone della balcanizzazione e distruzione del proprio paese in un confronto dove la difesa dei diritti è solo uno strumento in favore dell’  “hidden agenda” dei governi regionali e globali.

Tutto questo non ha un senso né morale né umano.

La brutale repressione del governo siriano si deve fermare.  Si devono fermare tutti i gruppi in Siria.

L’Associazione per la pace condanna fermamente le violazioni dei diritti umani in Siria e la violenta repressione attuata dal governo siriano.  Con altrettanto  vigore,  condanna qualsiasi ingerenza violenta, intervento militare ed azioni che possano sostenere la continuazione del conflitto armato.

L’Assopace auspica che i governi occidentali e orientali, invece di brandire le armi e innalzare le minacce, lavorino per una vera tregua, per assicurare l’incolumità  della popolazione  e per aprire i negoziati affinché si garantiscano  le condizioni in cui i siriani, unici legittimi titolari,  possano decidere il futuro del loro paese.

 

Associazione per la Pace

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