english version below

http://english.alarabiya.net
Fri Jan 13, 2012

Fermato un convoglio con duecento attivisti

Giovedì scorso le autorità di frontiera hanno fermato un convoglio di 200 attivisti dell’opposizione che voleva entrare in Syria via Turchia con aiuti medicinali per le vittime della repressione, ha dichiarato un reporter dell’AFP dal confine. Alcuni attivisti hanno dichiarato di aver viaggiato fin dagli Stati Uniti e dall’Europa per unirsi al Convoglio della Libertà, composto da cinque bus e diverse auto.

Brandendo bandiere syriane il convoglio è stato fermato anche dalla polizia turca circa quindici km prima del posto di confine a Oncupinar a sud della città turca di Kilis. Una delegazione del convoglio che ha tentato di trattare con le guardie syriane di frontiera è stata respinta a mani vuote.

– La nostra delegazione è stata respinta e quindi abbiamo deciso di fermarci fino a quando non raggiungeremo una decisione comune – ha detto Dalati Bilal, un syro-americano di 42 anni imprenditore che ha viaggiato fino in Turchia dalla California. – Se i syriani rifiutano di farci entrare, allora ci accamperemo qui fino a quando non ci permetteranno di entrare. - L’idea del convoglio nasce per aiutare la popolazione syriana, per mostrare che siamo solidali con loro anche se il nostro intervento è piccolo. Loro stanno morendo per la libertà. –

Zeyna Adi, dell’organizzazione, ha dichiarato all’AFP che un secondo Convoglio della Libertà che spera di entrare dalla Giordania è stato fermato all’ultimo minuto dalle autorità giordane.

Il convoglio turco, partito in tarda mattinata da Gaziantep per il confine lungo la strada che porta alla città syriana di Aleppo, è stato fermato a Kilis, dove molti degli attivisti ahnno iniziato una manifestazione con canti e slogans contro il regime di Assad; Assad andrà all’inferno, oppure, libertà per sempre. Il Consiglio Nazionale Syrianoha espresso il suo sostegno al convoglio.


http://english.alarabiya.net
Fri Jan 13, 2012

Convoy of 200 activists stopped

Meanwhile, authorities prevented a convoy of 200 opposition activists Thursday from entering Syria via Turkey with medical aid for victims of the ongoing uprising, an AFP reporter at the border said.

Some of the activists said they had travelled from as far afield as the United States and western Europe in order to join the so-called ‘Freedom Convoy’ which included five buses and several cars.

Brandishing Syrian flags, the convoy was initially stopped by Turkish police at a lay-by, some 15 kilometers (10 miles) from Oncupinar customs gate in the southeastern Turkish town of Kilis.

And a delegation from the convoy which approached the border was later turned back by Syrian officials and returned empty-handed.

“Our delegation was denied entry and so we have decided to stay here until we reach a decision all together,” said Dalati Bilal, a 42-year-old Syrian-American businessman who had travelled to Turkey from California.

“If the Syrians refuse (to let us in) then we will just camp here until they allow us to. Our plan is to camp here tonight.”

“The whole idea of the convoy is to support the Syrian people inside, to show that we are with them even if it’s so little what we are doing. They are dying for freedom.”

Zeyna Adi, one of the organizers, told AFP that a second “Freedom Convoy” which had been hoping to enter Syria via Jordan was cancelled at “the last minute” after being blocked by the authorities there.

The convoy in Turkey had left for the border in mid-morning, travelling on from Gaziantep towards the border post which lies on the road leading towards Syria’s second city of Aleppo.

As they were stuck in Kilis, many of the activists began singing slogans denouncing the regime in Damascus of President Bashar al-Assad, including chants such as “Assad Will Go To Hell” and “Freedom Forever.”

The Syrian National Council, an umbrella organization including most of the opposition groups in Syria, have expressed its support for the convoy.



top