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maggio 20, 2012

Al Vertice Nato si Decide l’Attacco alla Siria. E/O all’Iran.
di Antonio de Martini

Quest’oggi, le TV Al Arabia e Al Jazira hanno annunziato la morte di sei ministri siriani e del fratello del Presidente Bashar el Assad, Maher.
Naturalmente la notizia è falsa e la TV siriana ha immediatamente intervistato in diretta i sei morti.
Probabilmente lo scopo della disinformazione – che ha tolto ogni illusione, a chi ancora l’avesse , circa lo schieramento delle due emittenti – era di localizzarli per poi tracciarli elettronicamente.
Ovviamente Maher, il comandante della miglior brigata corazzata , si è ben guardato dall’abboccare, per non fare la fine del figlio di Gheddafi, Khamis, anche lui a capo di una unità militare di élite, che finì assassinato dopo analoga prova di esistenza in vita.
Questo improvviso crescendo nella campagna di propaganda sapientemente orchestrata in questi quattordici mesi, ha un solo significato: gli USA hanno perso ogni speranza di vincere con la guerriglia e hanno deciso di passare alla guerra ” asimmetrica” oppure di dare il via alla Turchia per l’attacco frontale.
A nulla sono valse le elezioni, cui ha partecipato oltre il 51% degli elettori con più di 7.000 candidati di più partiti, a nulla, l’invio di osservatori ONU – almeno uno dei quali preso prigioniero dai ” ribelli” perché aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto- a nulla le dichiarazioni di ben tre ex capi del Mossad, del capo dello shin bet ( intelligence militare israeliana) e di David Grossman ( il piu prestigioso intellettuale israeliano) , che hanno ripetutamente ammonito Netanyahu a non scatenare una guerra dagli esiti incerti e di lunga durata.
Anche il monito ufficiale del ministro degli esteri russo Lavrov di due giorni fa, in cui metteva in guardia contro la possibilità che un attacco contro Siria o Iran potesse degenerare in una nuclearizzazione del vicino e medio oriente.
Finiti i lavori del G8, dopo una notte, sono iniziati i lavori NATO – non era mai successo – ed è probabile che Barak Obama abbia prima promesso aiuti e ora prenda decisioni di guerra.
Ottimo per le possibilità sue di rielezione, ma non per il mediterraneo. La Siria deve cambiare regime perché la maggior parte del giacimento di Gas – il più grande mai trovato – si troverebbe sotto il suo territorio e nel suo mare.
Molto probabilmente lo Stato Maggiore Israeliano sta già esercitando l’opzione che aveva avuto dal Parlamento per mobilitare i 16 battaglioni di cui al post scorso sulla situazione Egitto/Siria e i siriani stanno già interrandosi nei bunker.
Se attaccheranno l’Iran con brutale determinazione o effettueranno una ennesimo rilancio
di ” Brinkmanship” lo sapremo subito dopo il vertice di Chicago.

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