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6 Novembre 2012

Siria, Lavrov incontra premier disertore

Mentre a Doha va in scena l’assemblea generale del Consiglio nazionale siriano (Cns), principale piattaforma di oppositori all’estero che ha annunciato un allargamento della sua base ai giovani del “movimento rivoluzionario” in patria, ad Amman c’è stato oggi un incontro significativo tra il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov e il premier siriano disertore Riyad Hijab.

E’ vero, Hijab è un baatista della prima ora che fino alla vigilia della sua rocambolesca fuga in Giordania lo scorso agosto appariva sugli schermi della TV di Stato a sostenere la tesi del regime del complotto straniero e che la crisi sarebbe passata a breve.

Eppure Hijab ha partecipato agli incontri che la settimana scorsa ha tenuto ad Amman Riyad Seif, imprenditore siriano, ex deputato estromesso dal parlamento per il suo dissenso e più volte in carcere per reati di opinione. Seif è l’homo novus su cui gli Stati Uniti – pre elezioni – stanno puntando dopo aver esplicitamente scaricato il Cns (dominato da Fratelli musulmani e dal loro alleato la Turchia), accusato di essere troppo poco rappresentativo della piazza siriana in rivolta.

Seif dopodomani presenterà a Doha la sua “iniziativa nazionale” e la sua forza negoziale sarà pari al numero di adesioni ricevute ad Amman dalle varie anime delle opposizioni e del dissenso esterne al Cns.

Sin dall’inizio della sua avventura da disertore, Hijab si era candidato a svolgere un ruolo politico nella “fase di transizione” ma la legittimità per questo ruolo gliel’hanno conferita col passare del tempo altri più anziani disertori, numerosi ufficiali che nei mesi scorsi hanno abbandonato l’esercito governativo e sono ora ospitati/rinchiusi in una base a Ramtha (nord della Giordania), e lo stesso Seif.

Hijab è inoltre da tempo ospitato di fatto ad Amman col beneplacito delle autorità hascemite. Che hanno notoriamente privilegiati rapporti con l’Arabia Saudita. Hijab è un sunnita di Dayr az Zor e afferma di aver raccolto il consenso di numerosi clan tribali della sua regione orientale confinante con l’Iraq.

Per tutti questi motivi e al di là di quel che si deciderà (o non si deciderà) a Doha e di quel che ne sarà dell’”iniziativa nazionale” di Seif, è significativo che il responsabile della diplomazia della Russia – principale rivale degli Usa nella regione e strenuo alleato del regime di Damasco – abbia incontrato ad Amman il premier disertore Hijab (6 novembre 2012

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