http://ilmondodiannibale.globalist.it
giovedì 11 ottobre 2012 16:40

Ritorno a Beirut, città sofferente
di Riccardo Cristiano

Un mare di mendicanti, negozi quasi vuoti, siriani quasi ovunque, con il terrore negli occhi. E intanto i grattacieli...

Ormai sono anni che vengo periodicamente a Beirut, appena mi è posisbile, diciamo così. E ogni volta c'è un viaggio diverso nel viaggio che faccio. L'ultima volta è stato nelle rovine romane scoperte e scomparse per fare rapidamente spazio ad altri grattacieli, come se quelli che ci sono non bastassero a sfigurare una città che è stata stupenda. Oggi il nuovo viaggio che devo fare è nelle guardiole dei portieri dei quartieri di mezzo, non quelli troppo benestanti. E' un viaggio inevitabile, che lascia il segno. 

Quando arrivi nel quartiere giusto lo spettacolo si dipana inesorabilmente davanti ai tuoi occhi. Le guardiole dei portieri non sono più tali, ma sono dei piccoli affollatissimi appartamenti: ci vivono i profughi siriani, quelli fortunati, quelli che sono riusciti ad arrivare qui, in città.

Per riconoscerli basta guardare gli occhi dei loro bambini, che magari si stiracchiano per strada, raramente giocano, quasi mai ridono. Sono piccoli grumi di bimbi che prima o poi una donna viene a chiamare, a riportare in quel ripostiglio che benedicono e chiamano casa.

I libanesi per quel che possono li trattano bene, in lina di massima ho visto negli occhi dei passanti una sorta di rispetto per il dramma di questi profughi in fuga da Assad e dalla sua spietatezza, dalla sua cieca ferocia.Quasi fossero fieri del loro coraggio, della loro lotta per la dignità.

Ma anche i libanesi hanno le scarpe strette, non sono più il popolo della dolce vita. Perchè la vita si è fatta cara, troppo cara. 

Al mercato, tra i banchi, tolta frutta e verdura ho visto prezzi quasi degni della nostra Italia, e la benzina vola sopra il dollaro e mezzo il litro. Una cifra enorme in una città dove lo stipendio minimo degli impiegati è stato appena alzato a 300 dollari mensili.

In questa città i cambiamenti sono una costante, ma alcune costanti non tradiscono mai, tra queste le mafie. Ora la novità è il racket dei mendicanti, tantissimi, soprattutto bambini.Li vedi ovunque, ai semafori, ai bar, nei pressi dei ristoranti. Alcuni sono bellissimi.

Quelli che sono bruttissimi invece sono i grattacieli, che seguitano a spuntare senza posa. Che pena, una città dal fascino indescrivibile ridotta così...Quasi quasi viene da chiedersi se la guerra abbia fatto più danni della speculazione edilizia... o no.

top