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venerdì 4 maggio 2012 17:12

Vescovi embedded. Oggi con Assad e ieri con Saddam. Perchè?
di Riccardo Cristiano 


Per il vescovo di Aleppo i siriani soffrono per le sanzioni internazionali, che li impoveriscono. Perchè tanti vescovi embedded?

La tesi di Monsignor Nazaro, Vicario Apostolico di Aleppo, è chiara: in un'intervista all'Agenzia FIDES ha detto che i siriani soffrono per l'embargo, che li impoverisce. Verrebbe da domandarsi se questo riguardi anche le decine di migliaia di siriani che sono fuggiti nei campi profughi allestiti in Turchia o quelle altre decine di migliaia che non potendo fuggire in Turchia hanno preferito ugualmente fuggire, in Libano, sebbene lì Hezbollah abbia impedito anche l'apertura di tendopoli. Verrebbe da domandarsi se questo riguardi anche l'imprecisato numero di detenuti politici, di internati, per lasciare in pace morti e feriti. Ma la questione è troppo seria per essere risolta così, con una battuta. La nostalgia per Saddam che in privato molti vescovi iracheni confessano dimostra che il problema c'è e va capito quale sia. 
I cristiani hanno subito un destino atroce in Turchia all'inizio del secolo (per mani dei nazionalisti laici dei Giovani Turchi) e dopo l'invasione americana (che ha propugnato la separazione etnico-confessionale) per mano dei fondamentalisti in Iraq: sono stati inoltre discriminati in Egitto dopo la trasformazione del governo in regime e in Arabia Saudita, depositaria di una visione dell'Islam ritenuta "blasfema" dagli Ottomani. Ecco perché rimanere "embedded" in sistemi totalitari, dispotici, fascisti, come quelli di Saddam Hussein e degli Assad rischia di essere un rimedio assai peggiore del problema. 
E' vero che la tradizione ottomana rese i cristiani "cittadini di serie b" (in modo non difforme da quanto accadeva alle altre minoranze religiose in altri paesi di certo fino al Settecento), ma avviando il processo costituzionale ottomano creò all'inizio del XX secolo una "cultura musulmana" capace di pensare a un cristiano presidente della Siria e dei cristiani che rifiutarono in Egitto una quota di deputati garantita proprio per sentirsi cittadini come tutti gli altri. Idea accettata dai loro interlocutori musulmani del tempo. Le persecuzioni dei cristiani d'Oriente sono cominciate con i Giovani Turchi, con il "laicismo fascista" turco che con Ataturk ha confiscato loro tutte le loro proprietà, perchè UNA nazione ha UNA religione. E' questo laicismo, con la sua derivazione ba'athista, che ha ammalato l'Islam, creato l'Islam ideologia, dal quale è nato poi "l'Islam terrorista" e stragista.
Ora il cammino, certo non facile ma indispensabile, che i vescovi sono chiamati a vedere e indicare non è quello di coprirsi dietro regimi che hanno ammalato quelle società: quei regimi se garantiscono l'incolumità, non altro, dei cristiani lo fanno solo perchè sono espressione di altre minoranze etniche o confessionali. Dunque la strada è aiutare la Primavera, stimolando la consapevolezza che quei regimi hanno ammalato le loro società e che solo il pluralismo (politico e religioso) può guarirle. Liberare le loro società da questi regimi totalitari è l'unica strada per liberare anche i cristiani che sono parte di quella società. Schiacciare i cristiani su questi regimi sanguinari non fa che aggravare la malattia e isola i cristiani all'interno delle loro società di appartenenza. E' quello che hanno capito molti cristiani più lungimiranti di diversi loro pastori, che infatti combattono i regimi, sapendo che nessuna libertà più germogliare dal totalitarismo assassino dei Saddam Hussein o degli Assad.

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