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22 giugno 2012

Siria, appello di Annan: "Agire ora" 
Abbattuto un aereo militare turco

L'inviato speciale di Onu e Lega araba richiama la comunità internazionale a prendere provvedimenti immediati. "No a un processo di pace senza fine". E chiede che tutti i governi che hanno influenza sul regime di Damasco aumentino la pressione, compresa Teheran. Caccia di Ankara colpito dalla contraerea siriana

NEW YORK - Agire ora, subito. Per evitare che la Siria sprofondi in un processo di pace senza fine: l'appello alla comunità internazionale arriva per bocca di Kofi Annan. Un richiamo drammatico alla necessità di prendere provvedimenti rapidi di fronte a una situazione degenerata, che non lascia intravedere speranze. Intanto, cresce la tensione con la Turchia: un caccia di Ankara è stato abbattuto in acque siriane dalla contraerea siriana. Dopo ore di incertezza, la conferma è arrivata direttamente da Damasco.

"Più tempo aspettiamo, più il futuro della Siria sarà nero", ammonisce l'inviato speciale dell'Onu e della Lega Araba. Che critica le iniziative di alcuni governi, che "stanno mettendo in pericolo il processo di pace in Siria, rischiando di scatenare una lotta distruttiva nel Paese". E sostiene la necessità di coinvolgere tutti gli attori possibili per arrivare a una soluzione del conflitto, Iran compreso: secondo l'ex segretario generale dell'Onu, anche Teheran deve fare parte di quel gruppo di Paesi chiamati a lavorare per una soluzione della crisi in Siria.

L'inviato ha chiesto di alzare il livello di pressione sul regime di Damasco. "E' tempo che i governi con più influenza alzino il livello di pressione sulle parti e le convincano a fermare le uccisioni e iniziare il dialogo", ha detto Annan in una conferenza a Ginevra. "Ho avuto intense consultazioni nelle capitali del mondo sulla possibilità di concordare una riunione per

discutere le misure da adottare" per applicare il piano di pace, ha aggiunto Annan. "È tempo" che i vari Paesi della comunità internazionale "aumentino la pressione" sulle parti coinvolte, "è tempo di agire ora," ha ripetuto. Una conferenza internazionale, ha annunciato, è in programma a fine mese in Svizzera, con l'obiettivo di trovare una soluzione alla crisi siriana.

"Il mio desiderio personale - ha spiegato Annan - è di fare appello a tutti i combattenti affinché depongano le armi per il bene del popolo". L'inviato speciale ha quindi ribadito come la situazione umanitaria continui a deteriorarsi ogni giorno. "Ora sono 1,5 milioni i siriani che necessitano di assistenza", ha detto, sottolineando come servano 180 milioni di dollari da inviare nel Paese, mentre sinora ne sono stati raccolti solo 42,7 milioni.

Annan ha spiegato anche di aver contattato direttamente il governo di Damasco per chiedere che la popolazione civile intrappolata ad Homs abbia la possibilità di essere rilasciata.

Caccia turco scompare in acque siriane. Sul terreno, intanto, la situazione si fa sempre più complicata e ad aumentare la tensione si è aggiunto oggi il caso di un cacciabombardiere turco precipitato in acque territoriali siriane: per ore non è stato chiaro se fosse stato abbattuto o se si trattasse di un incidente, poi, a tarda sera, sua il premier turco Erdogan che le autorità siriane hanno confermato la prima ipotesi. 

"Un aereo militare turco - ha dichiarato l'esercito di Damasco - è stato colpito da un colpo diretto, dopo essere entrato nello spazio aereo siriano. Si è schiantato in mare nelle acque territoriali siriane a circa 10 km dalle coste della provincia di Latakia". I radar siriani avevano individuato un "obiettivo non identificato" che era penetrato nello spazio aereo siriano a grande velocità e a bassa altitudine. La difesa anti-aerea ha ricevuto quindi l'ordine di aprire il fuoco.

Il governo di Ankara deciderà la sua risposta non appena saranno noti tutti i dettagli, si legge nella nota diffusa al termine di una riunione d'emergenza a cui hanno partecipato i vertici militari e dell'intelligence turchi.

Nave russa riparte sotto scorta. Mosca sembra aver trovato una soluzione per il caso della nave russa con a bordo elicotteri destinati alla Siria che era stata costretta a invertire la rotta al largo delle coste scozzesi. Il cargo ripartirà con bandiera russa e sotto scorta, hanno riferito fonti "militari-diplomatiche" all'agenzia Interfax. Martedì scorso l'imbarcazione aveva rinunciato a raggiungere la Siria, poiché bloccata dalla compagnia d'assicurazione, che ha comunicato la revoca della copertura. Il mistero sul carico è stato sciolto dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in persona, che ha confermato che a bordo c'erano due elicotteri siriani revisionati e "sistemi di difesa antiaerea", a loro volta di proprietà siriana, spediti in Russia per manutenzione.

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