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26 agosto 2012

La strage di Daraya.

Intanto, su tutto il territorio continua la strage di civili. Secondo gli attivisti anti-regime del coordinamento dei comitati locali, è di 440 il bilancio dei morti del "massacro di Daraya", città-satellite a maggioranza sunnita di 200mila abitanti, distrutta da bombardamenti aerei e colpi di artiglieria. Per i Comitati di coordinamento locali, si tratta della strage più sanguinosa in 16 mesi di conflitto. Il giorno più sanguinoso, in precedenza, si era registrato il 12 luglio, con 287 morti stimati dagli attivisti, gran parte dei quali, 220, uccisi nella strage di Hama.

Ai bombardamenti su Daraya, che secondo la tv di Stato sarebbe stata "ripulita dagli ultimi terroristi", sono seguiti i rastrellamenti casa per casa dei soldati e dei miliziani di Assad, gli "shabiha". I Comitati hanno denunciato "esecuzioni sommarie con i cadaveri smembrati e dati alle fiamme". Tra le vittime anche combattenti del Libero esercito siriano e moltissimi civili. Il massacro peggiore nella cittadina è avvenuto sabato nella moschea di Abu Suleiman al Dirani, dove sono state giustiziate 156 persone, tra cui nove donne e tre bambini. L'opposizione ha diffuso un video che mostra decine di cadaveri, per lo più di uomini, allineati nel sotterraneo di un edificio.

Gli attivisti hanno avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe essere ancora più pesante perchè in alcuni quartieri ancora presidiati dalle forze pro-regime non è stato possibile verificare la situazione. La popolazione rimanente è al collasso: non arrivano acqua e viveri, non c'è elettricità e non ci sono strutture per assistere i feriti.

Il caos nel Paese.

Dall'inizio della rivolta, nel marzo 2011, ci sono stati 25mila morti e 200mila siriani sono fuggiti nei Paesi confinanti. Dalle periferie di Damasco, Aleppo e Daraa, i civili continuano a scappare.

Il massacro di Daraya si aggiunge a quelli di Hula e Tremesh, tutti compiuti per soffocare la rivolta siriana. A fine luglio l'esercito aveva fatto sapere di aver ripreso il pieno controllo di Damasco, ma molti ribelli si sono nascosti nelle campagne, da dove conducono azioni di guerriglia. Aleppo, nel nord, è stata nuovamente bombardata dai jet e dai carri armati.

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