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Giovedì 11 Aprile 2013

L'isola di plastica... dei Grandi Laghi
di Debora Billi

Se gli esperti si occupassero di analizzare le acque dolci e marine in tutte le zone del mondo scoprirebbero che siamo immersi in un mare di plastica.

Chi non ha mai sentito parlare dell'ormai famosissima "Isola di plastica" dell'Oceano Pacifico? Che poi, in realtà, non è una vera e propria isola di rifiuti galleggianti, come alcune belle fotografie ci hanno fatto credere. Si tratta infatti di una miriade di microscopici frammenti plastici, spesso deteriorati e ridotti a frazioni di pochi millimetri, dispersi per chilometri quadrati di oceano. Con le conseguenze del caso: distruzione dell'ambiente, morte di pesci che ingeriscono i detriti, destabilizzazione dell'ecosistema a causa di specie che invece nella plastica prosperano indiscriminatamente.

Finora, comunque, ci sembrava che gli oceani Pacifico ed Atlantico fossero le uniche superfici colpite dal fenomeno "isola di plastica". Ma purtroppo scopriamo che non solo ce n'è un'altra ancora, ma è -sgradevole sopresa - una superficie di acqua dolce. Si tratta infatti dei Grandi Laghi del nord degli Stati Uniti, come racconta l'Huffington Post (USA, perché l'HP italiano non lo leggo per i motivi spiegati qui).

Secondo i ricercatori, nei campioni raccolti nel Lago Erie, l'85% delle particelle di plastica sono di misura inferiore a 5 millimetri, e molti ancora più microscopici. Il gruppo di scienziati ha trovato tra le 1500 e 1,7 milioni di particelle per miglio quadrato.

Questo è la prima ricerca del genere effettuata nei Grandi Laghi, e probabilmente anche la prima su grandi specchi d'acqua dolce. Ci saranno altri studi, anche in zone a noi più vicine? Chissà. E' lecito comunque supporre che il fenomeno della microplastica sia molto più diffuso di quello che pensiamo; e che probabilmente se gli esperti si occupassero di analizzare le acque dolci e marine in tutte le zone del mondo scoprirebbero che siamo immersi in un mare di plastica. E visto che non ci si può fare proprio un bel nulla, fuorché eliminare del tutto la plastica -e sarebbe comunque troppo tardi- quasi quasi è meglio non saperlo.

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