Fonte: Adbusters.org
http://comune-info.net
22 febbraio 2013

Re-immaginare un mondo oltre il capitalismo
di Arundhaty Roy

Qui in India, pure in mezzo a tutta la violenza e l’avidità, c’è ancora speranza. Se nessuno può farlo, lo possiamo fare noi. Abbiamo pur sempre una popolazione che non è ancora stata completamente colonizzata dal sogno consumista. Abbiamo una tradizione vivente di quelli che hanno lottato per la visione gandhiana di sotenibilità e di fiducia in sé stessi, per le idee socialiste di egualitarismo e giustizia sociale. Abbiamo la visione di Ambedkar, che sfida seriamente sia i gandhiani che i socialisti. Abbiamo la più spettacolare coalizione di movimenti di resistenza.

Più importante di tutto, l’India ha una popolazione superstite di quasi cento milioni di indigeni adivasi. Loro sono quelli che ancora conoscono i segreti del vivere in modo sostenibile. Se scompaiono, porteranno quei segreti con loro. Guerre come l’Operazione Green Hunt li faranno scomparire. Dunque, una vittoria per i prosecutori di queste guerre conterrà anche i semi della distruzione, non solo per gli adivasi, ma, alla fine, anche per tutto il genere umano. Per questo abbiamo bisogno di un reale e urgente dialogo tra tutte quelle formazioni politiche che ancora resistono a questa guerra.

Il giorno in cui il capitalismo verrà forzato a tollerare le società non capitaliste nel suo seno e riconoscere i limiti della sua ricerca di dominio, il giorno nel quale sarà costretto a riconoscere che il suo approvvigionamento di materie prima non sarà infinito, è il giorno in cui il cambiamento avverrà. Se c’è qualche speranza per il mondo, non vive nelle sale conferenza sui cambiamenti climatici o nelle cittù con edifici alti. Vive in basso sulla terra, con le sue braccia attorno al popolo che lotta ogni giorno per proteggere le proprie foreste, le montagne e i fiumi, perchè sanno che le foreste, le montagne e i fiumi li proteggeranno.

Il primo passo verso il ri-concepimento di un mondo terribilmente sbagliato sarebbe interrompere l’annientamento di quelli che hanno una visione diversa, una visione estranea al capitalismo e al comunismo. Una visione che abbia una comprensione del tutto differente di quello che costituisce la felicità e la soddisfazione. Per ottenere questo spazio filosofico, è necessario concedere un p0′ di spazio fisico per la sopravvivenza di quelli che possono sembrare i custodi del passato, ma che possono davvero essere le guide del nostro futuro. Per far ciò, dobbiamo chiedere ai nostri governanti: potete lasciare l’acqua nei fiumi? Gli alberi nella foresta? Potete lasciare la bauxite nelle montagne? Se rispondono di non poterlo fare, allora forse dovrebbero smetterla di predicare la moralità alle vittime delle loro guerre.

 

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