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11 agosto 2013

La censura di Lavabit, Snowden e WikiLeaks: dov’è la nostra Amsterdam?
di Juan Cole
Traduzione di Giuseppe Volpe

Giovedì Lavar Levison, capo del servizio di email anonimo Lavabit, ha chiuso la sua società dopo dieci anni, piuttosto che sottomettersi a una richiesta dell’FBI di consegnare le password dei suoi clienti. Le rivelazioni sono spionaggio. Leggere libri è un reato. La prossima volta dovremo pubblicare i nostri libri e i nostri blog ad Amsterdam per paura di un arresto arbitrario.

La lunga battaglia contro la censura nel diciottesimo secolo, all’epoca dei re oppressori in Europa, incluse la copia manoscritta e la circolazione di manoscritti anonimi non pubblicati. A volte libri pericolosi o proibiti erano stampati in luoghi fuori dalla portata dei re francesi, ad Amsterdam o a Ginevra.

La lotta contro la censura non è stata vinta con il quasi miracoloso Primo Emendamento alla Costituzione statunitense. L’emendamento, che vieta al governo di stabilire una religione ufficiale e prescrive la libertà di espressione, di stampa e di assemblea, è arrivato solo lentamente, nei successivi due secoli, a significare nella pratica ciò che quelle parole sembravano implicare.

C’è voluto solo un decennio, o giù di lì, perché il governo statunitense abolisse il Primo Emendamento, riportandoci al regime della censura. Non è la censura del Re Sole francese, ma sembra quel sistema più di quanto assomigli al mondo immaginato dal Primo Emendamento.

Giovedì Lavar Levison, capo del servizio di email anonimo Lavabit, ha chiuso la sua società dopo dieci anni, piuttosto che sottomettersi a una richiesta dell’FBI di consegnare le password dei suoi clienti.

“Avrei voluto poter condividere legalmente con voi gli eventi che hanno portato alla mia decisione. Non posso … si presume che il Primo Emendamento mi garantisca la libertà di parlare in situazioni come questa. Sfortunatamente il Congresso ha approvato leggi che dicono diversamente.” Levison conclude: “Questa esperienza mi ha insegnato una lezione molto importante: senza un’azione del Congresso o un forte precedente giuridico raccomanderei vigorosamente a tutti di non affidare i propri dati privati a una società con collegamenti fisici negli Stati Uniti.”


lettera originale quì

Lavabit.com

amici utenti,

sono stato costretto a prendere una decisione difficile: diventare complice di crimini contro il popolo statunitense o abbandona quasi dieci anni di duro lavoro chiudendo Lavabit. Dopo una significativa ricerca interiore ho deciso di sospendere l’attività. Avrei voluto poter condividere legalmente con voi gli eventi che hanno portato alla mia decisione. Non posso. Sento che meritate di sapere cosa sta succedendo; si presume che il Primo Emendamento mi garantisca la libertà di parlare in situazioni come questa. Sfortunatamente il Congresso ha approvato leggi che dicono diversamente. Così come stanno attualmente le cose non posso condividere le mie esperienze delle ultime sei settimane anche se ho avanzato due volte le richieste appropriate.

Che cosa succederà ora? Abbiamo già cominciato a preparare la documentazione necessaria per continuare a combattere a favore della Costituzione presso la Corte d’Appello del Quarto Distretto. Una sentenza favorevole mi consentirebbe di far risorgere Lavabit come impresa statunitense.

Questa esperienza mi ha insegnato una lezione molto importante: senza un’azione del Congresso o un forte precedente giuridico raccomanderei vigorosamente a tutti di non affidare i propri dati privati a una società con collegamenti fisici negli Stati Uniti.

Sinceramente,

Ladar Levison

Proprietario e gestore di Lavabit LLC

Difendere la Costituzione è costoso! Aiutateci donando al Fondo di Difesa Legale di Lavabit […].


Proprio come Voltaire dovette trovare rifugio nell’esilio dall’ordine arbitrario del re francese di incarcerarlo senza processo nella Bastiglia (prima alla Gran Bretagna e poi ad Amsterdam), così ogni statunitense che persegue la riservatezza dagli occhi indiscreti del governo federale deve ora cercare di trovare  un fornitore di servizio email che si resista alle pressioni delle autorità statunitensi. Anche se è legittimo per la polizia ottenere l’accesso ai dati di qualcuno, come le email, quando ci sia prova che la persona ha commesso un reato, non è legittimo per il governo darsi a una spedizione di pesca nei documenti e negli effetti di qualcuno allo scopo di trovare indizi su come arrestarlo.  

La sorveglianza governativa intensiva richiesta, non importa da dove e per quanto tempo, da tutti i cittadini a carico di qualcuno, non è autorizzata se all’inizio la polizia non ha motivi di sospettare un reato. Sembra sempre più chiaro che tali informazioni sono condivise con la polizia locale nella speranza di operare un sequestro minore di spinelli, come forma di molestia. Ci sono indicazioni allarmanti che il governo mente quando afferma di non raccogliere la sostanza delle email o delle telefonate.  

Ma non solo il governo ficca il naso nelle nostre faccende private; cerca anche di censurare ciò che leggiamo. Ai dipendenti governativi è stato vietato di leggere i dispacci diplomatici di WikiLeaks. In conseguenza i siti web che li ripubblicano o ne discutono, come Tomdispatch.com, sono stati bloccati sui server governativi.

Ma riflettete sul divieto. La Corte Suprema stabilì che una volta che i Quaderni del Pentagono erano stati fatti trapelare, il New York Times poteva pubblicarli legalmente. Sembrò attenersi alla dottrina per cui il governo può cercare di nascondere le cose con piani di ‘classificazione’, ma se non ci riesce, allora chiunque può leggere i documenti rivelati.

Ma il governo statunitense attualmente contesta la decisione della Corte Suprema e continua a ritenere che sia un crimine anche leggere i dispacci di WikiLeaks. Cioè, se i dispacci fossero ristampati in un libro e si sapesse che un analista sta leggendo quel libro, ciò potrebbe comportare il suo licenziamento.

Così a Levison è stato vietato di rivelare a chiunque quali informazioni il governo gli abbia richiesto. La sua espressione non è libera.

Edward Snowden è in esilio in Russia poiché il governo, vergognosamente, lo ha accusato di spionaggio per aver rivelato l’esistenza di programmi segreti della NSA che spiano il popolo statunitense senza un mandato.

Le rivelazioni sono spionaggio.

Leggere libri è un reato.

La prossima volta dovremo pubblicare i nostri libri e i nostri blog ad Amsterdam per paura di un arresto arbitrario.


Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:  http://www.zcommunications.org/where-is-our-amsterdam-lavabits-snowden-and-wikileaks-censorship-recall-age-of-absolutism-by-juan-cole

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