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10 Maggio 2013

Perché faccio lo sciopero della fame per far chiudere la prigione nella Baia di Guantanamo
di Diane Wilson
Traduzione di Maria Chiara Starace

9 maggio 2013

In quanto pescatrice di gamberi di quarta generazione, e attivista ambientalista sulla costa del Golfo del Texas, ho fatto degli scioperi della fame per proteggere i mari da cui dipende la mia comunità di pescatori. So fino a che punto posso arrivare per essere ascoltata. Per avere una voce. Per fare pressione per ottenere giustizia. Posso quindi attestare che  gli esperti dicono che gli oltre 100 scioperi della fame che si fanno ora nella prigione di Guantanamo, riflettono il livello di disperazione e angoscia che provano i prigionieri. I detenuti urlano per chiedere giustizia dal mondo esterno. E ora vengono ascoltati.

Ecco una voce disperata:

Adnan Latif ha trascorso 10 anni a Guantanamo senza essere accusato. Era poeta, padre e marito e quattro volte  avevano autorizzato il suo rilascio. Tuttavia ha continuato a rimanere in prigione. E’ stato trovato morto nella sua cella, uno dei 9 uomini che sono morti a Guantanamo. Con le sue stesse parole, Latif ha chiesto “Dove è il mondo per salvarci dalla tortura? Dove è il mondo per salvarci dal fuoco e dalla tristezza? Dove è il mondo per salvare chi fa lo sciopero della fame?”

La mia domanda è molto più personale: dove siamo noi, cittadini d’America?

Questo è un centro degli Stati Uniti per la detenzione e gli interrogatori. Una prigione, sotto tutti gli aspetti. Molti la hanno definita un gulag,  una vergogna uno scandalo e non hanno torto. La grande maggioranza dei 166 uomini ancora intrappolati a Guantanamo, sono stati detenuti per oltre 11 anni senza accuse o un giusto processo. Ottantasei  detenuti di Guantanamo hanno avuto l’autorizzazione al rilascio più di 3 anni fa. La marina, l’esercito e i Marines non avevano alcun motivo per spingere ad accusarli.

Attualmente più di 100 detenuti stanno facendo lo sciopero della fame, 21 dei quali sono alimentati forzatamente e 5 sono ricoverati in ospedale. L’alimentazione forzata per mezzo di un sondino, secondo i prigionieri che la hanno sperimentata, è di per se stessa un atto di tortura ed è molto debilitante. Una squadra medica di supporto di almeno 40 persone è arrivata a nella Baia di Guantanamo dato che il numero di detenuti che partecipa allo sciopero della fame continua ad aumentare,  alimentando congetture circa il deterioramento delle loro condizioni.

Se le catene dell’indifferenza della buona vecchia America continuano,  spietate e ininterrotte, come lo sono state  in questo periodo, allora gli uomini della Baia di Guantanamo potrebbero rimanere lì fino a quando l’inferno non si ghiaccia

Dove è lei, Signor Presidente?

Quando il presidente Obama ha assunto la carica nel 2009, ha promesso di chiudere la prigione della Baia di Guantanamo entro un anno. E’ il 2013 e la prigione sta ancora lì, i prigionieri restano lì, ma in isolamento, chiaramente per ridurre il cameratismo e, si spera, quegli scioperi della fame! Alcuni considerano Guantanamo la Vergogna del presidente Obama. Tuttavia, in base al discorso che ha fatto Obama martedì, non era sorpreso che avessero problemi. Obama ha definito Guantanamo non sicura e costosa per i contribuenti degli Stati Uniti, e ha detto che essa riduce la collaborazione con gli alleati del nostro paese. Ha detto che gli piacerebbe davvero chiuderla e che ci lavorerà su .

OK, presidente Obama, il tempo di parlare e ponderare è finito. Ora è il momento dell’azione. E che cosa può fare? Bene, perdoni una pescatrice di gamberi di una zona rurale e che vive sulla costa del Golfo se dice questo: il Congresso forse ha imposto restrizioni senza precedenti sui trasferimenti dei detenuti, ma lei, Signor Presidente, ha ancora il potere di trasferire quegli uomini proprio adesso.  Lei può e dovrebbe usare il procedimento  di attestazione/esenzione  creato dal Congresso per trasferire i detenuti.

Secondo l’ACLU (American Civil Liberties Union- Unione americana perle libertà civili) ci sono due passi essenziali che il presidente può fare. Uno è nominare una persona responsabile importante      in modo che la politica dell’amministrazione per la chiusura di Guantanamo sia diretta dalla Casa Bianca, e non dai burocrati del Pentagono. Il presidente può anche ordinare  al segretario della difesa di cominciare ad certificare il trasferimento dei detenuti che sono stati autorizzati, che è più della metà della popolazione carceraria di Guantanamo.

Lei, presidente Obama deve dimostrare progressi immediati, tangibili riguardo ala chiusura di Guantanamo, oppure gli uomini che stanno facendo lo sciopero della fame, moriranno, e lei sarà fondamentalmente responsabile delle loro morti.

Dove siete,  Congresso?

Ebbene, Congresso,  forse non dormite bene di notte. E al contrario di quello che credete o di quello che potete credere che gli Americani credano, non potete tenere in prigione per sempre un gruppo di persone che non sono state processate. Neanche “ficcarli” i a Cuba servirà a nascondere il fatto. Proprio come la famigerata prigione nell’Irlanda del Nord, dove uomini come  Bobby Sands hanno fatto lo sciopero della fame, sono morti,  ha macchiato per sempre il passato dei diritti umani della Gran Bretagna,  così Guantanamo macchia l’America!

E dove sono io? Ebbene, so dove è questa americana. Sono solidale con i prigionieri di Guantanamo che fanno lo sciopero della fame e io ho scioperato e continuerò a farlo indefinitamente fino a quando  arriverà la giustizia. Chiudete Guantanamo!


http://it.wikipedia.org/wiki/American_Civil_Liberties_Union

Diane Wilson è una pescatrice di gamberi di quarta generazioei, attivista ambientalista, e sostenitrice della pace; vive sulla costa del Golfo del Texas.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/ why-i-am-on-a-hunger-strike-to-shut-down-guantanamo-bay-prison-by-diane-wilson

Originale: Diane Wilson’s ZSpace Page

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